Farmacia dei servizi, prime intese operative al tavolo ministeriale

Roma, 4 giugno – Buone nuove dal tavolo attivato dal ministero della Salute con l’obiettivo di definire concretamente l’operatività del nuovo modello di farmacia dei servizi disegnato dalla legge 69/2009, anche ai fini della sperimentazione a livello regionale finanziata con 36 milioni di euro dalla Legge di bilancio 2018.

Nella seduta di giovedì scorso  (la quarta della serie), alla presenza di tutte le componenti – istituzioni, sigle della farmacia (Fofi, Federfarma e Assofarm, più le società scientifiche Sifo e Utifar), sigle dei medici (erano presenti Fnomceo, Fimmg e Simmg), degli infermieri e dei cittadini – è stata infatti raggiunta una prima intesa sull’organizzazione del servizio di monitoraggio dell’aderenza terapeutica nelle farmacie del territorio nelle nove regioni che partecipano alla sperimentazione triennale sulla farmacia dei servizi (Lazio, Piemonte e Puglia fin dal primo anno, Lombardia, Emilia Romagna e Sicilia a partire dal secondo e Veneto, Umbria e Campania dal terzo).

L’accordo prevede che i Mmg forniscano alle farmacie gli elenchi dei pazienti con asma-bpco o ipertensione iscritti nei loro database che risultino non aderenti alle terapie. Le farmacie “prenderanno in carico” questi assistiti per verificare i motivi della mancata aderenza alla terapia, attraverso la somministrazione di questionari mirati e specifiche attività di counselling,. Altre informazioni al riguardo potrebbero arrivare utilizzando come indicatore il codice esenzione, che però – come hanno tenuto a precisare ancora una volta i Mmg – non tutti i pazienti posseggono.

La seduta di giovedì ha prodotto passi in avanti anche su un altro punto importante, quello dei criteri di reclutamento delle farmacie partecipanti alla sperimentazione, tema sul quale esistevano differenze di vedute tra Regioni e farmacie: l’opzione delle prime era infatti quella di arruolare le farmacie sulla base del fatturato, ritenuto un indicatore probante per individuare gli esercizi in possesso di un organico di personale sufficiente per far fronte alle attività imposte dalla sperimentazione (somministrazione dei questionari ai pazienti, interviste periodiche, confronto costante con il medico curante). Alla fine, però, Federfarma, Assofarm e Fofi, sono riuscite a far prevalere la loro posizione, che prevede che la selezione avvenga  su base esclusivamente volontaria: le farmacie partecipanti, però, dovranno rispettare l’impegno di arruolare almeno venti pazienti “non aderenti”.

Da ultimo, ma certamente non ultimo, la riunione ha precisato le modalità attraverso le quali dovranno essere misurate le ricadute economiche eventualmente prodotte dai servizi di monitoraggio dell’aderenza posti in essere dalle farmacie nelle nove Regioni scenario della sperimentazione. Il cruciale compito della misurazione è stato affidato ad Americo Cicchetti, ordinario di Organizzazione aziendale e docente di Gestione del personale alla facoltà di Economia dell’Università Cattolica del Sacro Cuore,  il quale – questa l’indicazione scaturita dal tavolo giovedì scorso –  dovrà effettuare una prima rilevazione dei dati di consumo e spesa, sulla base dei dati Asl, prima dell’avvio dell’avvio della sperimentazione (soglia “T zero”). Una seconda misurazione andrà quindi effettuata al termine del primo anno di sperimentazione (“T 1”): i risultati saranno messi a confronto con quelli di T zero, verificando scostamenti e differenze e valutando così gli eventuali esiti prodotti dall’attività sperimentale della farmacia sull’aderenza terapeutica, in termini di risparmi di risorse o di altri effetti virtuosi.

Il tavolo sulla farmacia dei servizi tornerà a riunirsi intorno alla fine di giugno.