Farmacia dei servizi, riparte in Toscana il progetto Adhere

Roma, 26 luglio – Dato ormai da molti per desaparecido, il progetto sperimentale Adhere, nato per iniziativa dell’allora direttore generale della Asl Toscana Sud Est Enrico Desideri  per favorire promuvere l’aderenza terapeutica e ottimizzare i costi dell’assistenza nelle cronicità attraverso il coinvolgimento e la collaborazione interpofessionale di specialisti, mmg e farmacie di comunità, si riaffaccia prepotentemente alla ribalta dopo i molti mesi di pressoché totale silenzio seguiti alla sua mancata partenza, prevista per l’inizio di gennaio 2019.

A riaccendere un riflettore, insieme alla speranza che il progetto si trasferisca finalmente dalla carta alla declinazione operativa, è stato il convegno sul tema della farmacia dei servizi organizzato nei giorni scorsi da Federfarma Arezzo, con l’intervento tra gli altri dell’assessore alla Salute della Regione Toscana Stefania Saccardi e del successore di Desideri alla guida della Asl Toscana Sud Est, Antonio D’Urso. E se la prima ha tracciato un perimetro favorevole al progetto, convenendo sulla necessità di un’evoluzione delle farmacie “in centri di servizi fondamentali a favore di assistiti e pazienti soprattutto malati cronici e residenti in zone disagiate dove spesso la farmacia è l’unico presidio socio-sanitario di riferimento”, il secondo si è più  concretamente impegnato a riavviare il progetto il prima possibile e in ogni caso entro la fine della attuale consiliatura regionale.

Una dichiarazione di impegno che era esattamente il risultato al quale puntava il presidente di Federfarma Arezzo, Roberto Giotti, che commenta con soddisfazione l’esito dell’evento promosso dal suo sindacato, affermando che è ormai partito il conto alla rovescia “che dovrebbe portare rapidamente alla realizzazione definitiva della ‘Farmacia dei Servizi’, sempre più fondamentale presidio sociosanitario a disposizione dei cittadini, in particolare di quelli più deboli e nelle aree meno urbanizzate e disagiate”.

“L’obiettivo del progetto” spiega  Giotti, “è quello di riportare la farmacia al centro del sistema,  del suo territorio e della sua comunità, rendendo più manifesta e percepibile la dimensione sanitaria attraverso offerte di  consulenze, auto-diagnostica e servizi di prevenzione e controllo nonché  cognitivi, ma soprattutto facendo sistema e rete con le attività del territorio, con l’obiettivo di elevare la qualità complessiva dei servizi sul territorio a beneficio degli assistiti”.  Con particolare riferimento. aggiunge  il presidente dei titolari aretini ,”ai bisogni dei malati cronici, al fine di meglio qualificare il rapporto tra farmacista e cittadino in un’ottica di reciproca fiducia, scambio e collaborazione”.

Con il convegno di Arezzo, chiarisce ancora Giotti, “abbiamo voluto proporre e richiedere urgentemente con convinzione e determinazione, sia all’assessore regionale che al Dg dell’Asl Toscana Sud Est, per quanto di loro competenza, un effettivo formale riconoscimento e recepimento deliberativo del concetto della farmacia dei servizi, con propri atti deliberativi e legislativi regionali e aziendali e conseguente e pronta e concreta attuazione della stessa con relativa integrata regolamentazione regionale nel suo complesso”.

Un appello al quale, almeno per ora,  Saccardi e D’Urso hanno risposto “presente”, anche in ragione degli interventi succedutisi nel corso del convegno aretino, ricco di presenze importanti a livello nazionale e regionale: erano presenti tra gli altri la vicepresidente del Consiglio Regionale Toscano Lucia De Robertis, la presidente del Sunifar Silvia Pagliacci, il segretario di Federfarma Roberto Tobia, il presidente di Federfarma Toscana Marco Nocentini Mungai, il dirigente per le Politiche del Farmaco della Regione Toscana Fabio Lena e il capo dipartimento del Farmaco dell’Asl Toscana Sud-Est Roberto Banfi.

Dal dibattito è emersa la necessità di aprire al più presto i tavoli di confronto e le operazioni normative necessari per dare una sollecita attuazione a queello che, a tutti gli effetti, è un  grande progetto di riforma del settore farmaceutico, che vuole mettersi sempre più al servizio dei cittadini, concorrendo a  potenziare i servizi sanitari di prossimità e a migliore quindi – qualitativamente e quantitativamente . sia l’sssistenza sia il servizio farmaceutico sul territorio.