Farmacie rurali, Enpaf approva il contributo una tantum per il 2019

Roma, 15 marzo – Il Consiglio di amministrazione dell’Enpaf, con la deliberazione n. 13 del 7 marzo scorso,  ha approvato il bando per l’assegnazione del contributo una tantum 2019 per gli iscritti titolari o soci di farmacie rurali, destinando all’iniziativa (che rientra nella cornice delle attività di assistenza della cassa di categoria) un milione di euro.

I destinatari del bando, che entrerà in vigore dal prossi10 giugno, sono appunto i titolari o soci dall’anno 2017 di farmacie rurali ubicate in comuni, frazioni o centri abitati con popolazione non superiore a 5.000 abitanti, a condizione che siano in regola con il versamento della contribuzione Enpaf (quota intera) nel triennio 2017-19. Altro requisito per concorrere all’assegnazione del contributo è che nello stesso arco di tempo l’esercizio farmaceutico sia rimasto regolarmente aperto  e che l’iscritto, nei limiti della prescrizione, non abbia  morosità pregresse pari o superiore a un quarto del contributo previdenziale dovuto per ciascun anno.

Sono ovviamente previsti anche “paletti” di reddito: il nucleo familiare del richiedente deve avere un valore Isee 2019 entro i 60mila  euro e un patrimonio mobiliare non superiore a 80mila euro (per ciascun componente successivo al secondo, a tale importo si aggiungono ulteriori 10mila euro fino ad un massimo di  100mila). In caso di gestione societaria, la richiesta di contributo può essere presentata da ciascuno dei soci.
La domanda andrà inviata entro il 13 agosto, per raccomandata a.r. o via Pec, all’Ufficio Assistenza dell’Enpaf  tramite l’apposita modulistica, che sarà disponbile sul sito www.enpaf.it a partire da giugno, mese di entrata in vigore del bando.
A termini del regolamento che disciplina l’assegnazione del contributo (consultabile qui), dovranno essere allegati: il modello Isee del nucleo familiare, rilasciato nell’anno 2019; l’attestato del Comune da cui risulti la popolazione residente anche, ove necessario, con specifico riferimento a quella della frazione in cui ha sede l’esercizio farmaceutico, e l’attestazione che l’esercizio farmaceutico sia stato regolarmente aperto al pubblico dall’anno 2017; copia delle quietanze di pagamento, se il versamento del contributo Enpaf dovuto è avvenuto successivamente alle scadenze fissate dall’Ente e copia delle quietanze e del piano di rientro concordato con l’Agente della Riscossione, in caso di rateizzazione del debito contributivo.
Dopo la valutazione delle domande pervenute, l’Enpaf stilerà una graduatoria,  che terrà conto del valore Isee e dell’anzianità contributiva a quota intera nel periodo 2010-2019. A parità di punteggio, avranno precedenza i richiedenti con maggiore anzianità contributiva a quota intera nell’ultimo decennio, i richiedenti con nucleo familiare più numeroso e i richiedenti con età anagrafica più avanzata.