Farmacisti del sollievo, chiuso con successo il primo corso dell’Ordine

Roma, 10 maggio – Con la consegna dei diplomi (23 in tutto) si è concluso l’8 maggio nella sala G.Leopardi dell’Ordine di Roma il primo corso di formazione per “farmacisti del sollievo”, iniziativa nata da un’idea del tesoriere Leopoldo Mannucci e fortemente sostenuta dall’organismo professionale della Capitale.

Chiaro il razionale e gli obiettivi del corso, finalizzato a inserire anche i farmacisti, in quanto professionisti della salute di primo riferimento sul territorio,tra i protagonisti a pieno titolo delle cure palliative e del contrasto al dolore, fornendo loro un adeguato corredo di conoscenze specifiche. Per questo il corso, articolato in sei lezioni, ha trattato diffusamente temi come la fisiopatologia del dolore lieve, acuto e cronico e le terapie per combatterlo, le modalità di presa in carico del malato grave non autosufficiente e terminale, con i corollari dell’assistenza domiciliare e dell’hospice e, infine, la gestione del malato cronico e della famiglia attraverso metodologie pisocologiche avanzate.

Qualificatissima, di necessità, la “squadra” dei docenti che hanno accettato la sfida proposta dall’Ordine di Roma: sono infatti intervenuti esperti  di chiara e conclamata competenza, come i professori Edoardo Arcuri e Pierluigi Navarra: il primo è stato per molti anni direttore dell’Unità di Rianimazione, Terapia intensiva, Terapia del dolore e Cure palliative dell’Istituto nazionale dei tumori Regina Elena di Roma, per poi concentrare i suoi interessi scientifici e professionali sulla terapia del dolore come pilastro tecnico ed etico delle cure palliative, mentre Navarra  dirige l’Istituto di Farmacologia della  Medical School dell’Università Cattolica di Roma. Ad affiancarli  Francesco Cellini, radioterapista oncologo del Policlinico Gemelli di Roma, uno dei maggiori esperti italiani di radioterapia antalgica, Paolo Favari, direttore generale del Gemelli Medical Center sempre dell’Università Cattolica, Angela Tenore, psicologa-psicoterapeuta, terapeuta Emdr (acronimo inglese che sta per l’approccio di desensibilizzazione e rielaborazione attraverso i movimenti oculari) e psico-oncologa dell’Area di Radioterapia Oncologica sempre del Policlinico Gemelli e Giuseppe Guaglianone, vicepresidente dell’Ordine dei Farmacisti di Roma e dirigente del Servizio farmaceutico dell’Asl Roma 2, che si è occupato degli aspetti relativi all’accesso alle cure palliative nelle strutture del Ssn, in particolare dopo le  norme introdotte con la legge n.38 del 2010 sulla terapia del dolore.

Al termine delle lezioni, i farmacisti partecipanti hanno sostenuto un esame finale,  al termine del quale si sono “diplomati”  come “farmacisti del sollievo”. A suggello del percorso formativo del corso, nella giornata di consegna dei diplomi,  l’Ordine ha proposto un incontro per disvelare il mondo (decisamente misconosciuto) delle Ccp, le cure palliative pediatriche, invitando Silvia D’Ovidio Lefevbre (nella foto), presidente di Fondazione Maruzza, onlus italiana creata in memoria di Maruzza Lefebvre D’Ovidio, che da 15 anni (prima in Italia) si impegna in attività nazionali e internazionali volte alla diffusione della cultura delle cure palliative, alla ricerca e alla formazione dei professionisti che assistono i malati affetti da patologie inguaribili, in particolare in area pediatrica (per questo, nel 2013 ha ricevuto la Medaglia d’Oro al merito della Sanità pubblica dal Presidente della Repubblica). Insieme a lei, a raccontare il complicatissimo mondo delle Cpp, unica possibile risposta per alleviare le sofferenze dei 30 mila bambini che solo in Italia sono affetti da malattie inguaribili, Franca Benini, pediatra intensivista, responsabile del Centro regionale di riferimento per la Regione Veneto per la terapia del dolore, le cure palliative pediatriche e l’hospice pediatrico”Casa del Bambino” di Padova.

Una degna, utilissima conclusione di un corso certamente utile,  che l’Ordine di Roma è intenzionata a replicare in futuro, perchè quella contro il dolore è una lotta – prima e più ancora che di sanità – di civiltà, e i farmacisti debbono poterla combattere in prima linea, da professionisti della salute quali sono.