Farmaco con ricetta, sale in ospedale ma scende in farmacia

Roma. 26 marzo – Il mercato totale del farmaco da prescrizione in Italia (ospedaliero e farmacia), chiude in crescita il 2018, raggiungendo un fatturato totale di 21,8 miliardi di euro, con un incremento del +2,4% rispetto al 2017. L’andamento del mercato a valori, ancorché in aumento, registra però un rallentamento rispetto agli anni precedenti.

Sono le principali evidenze emerse dall’analisi sul settore presentata da Iqvia nel corso dell’Innovation Day di Aism, l’Associazione italiana sviluppo marketing. L’aumento complessivo del mercato dei farmaci da prescrizione, però, è un po’ come la statistica dei due polli di Trilussa: a fronte di chi ne mangia due (il canale ospedaliero, che registra un aumento del 4% sul 2017), c’è chi rimane a bocca asciutta, come le farmacie, che segnano una flessione del 2,3% per i farmaci da prescrizione di fascia A e C, fermando l’asticella a 8,6 miliardi di euro,  6,7 dei quali rimborsati dal Servizio sanitario nazionale. Pienamente confermato (e accentuato) il trend che vede la dispensazione dei farmaci più innovativi e, pertanto, più costosi negli ospedali o nelle Asl, al fine di ridurre i costi attraverso l’acquisto diretto di medicinali dall’industria farmaceutica. Cosa che ha influito sui ricavi della farmacia.

I volumi dei prodotti di classe A –farmaci essenziali a carico dello Stato, che rappresentano quasi l’80% del valore dei farmaci etici in farmacia – sono sostanzialmente invariati rispetto all’anno prima. I gastroprotettori risultano la prima categoria terapeutica del comparto in termini di spesa, nonostante la quota di acquisto privato sia piuttosto rilevante, arrivando a  circa il 20% del mercato a volumi.

Per quanto riguarda i farmaci di fascia C – non rimborsati dal Ssn e  quindi a carico del cittadino – l’andamento è stabile sia a volumi sia a valori (1,9 miliardi di euro).

Prosegue la crescita del mercato dei farmaci equivalenti in farmacia, considerati ormai intercambiabili rispetto al farmaco originale e pertanto visti come un’opzione terapeutica alternativa a basso costo. I farmaci equivalenti di classe A e C hanno raggiunto una quota di mercato in farmacia del 26% a volumi.

“La spesa farmaceutica in Italia, soprattutto ospedaliera, continua ad aumentare ma in maniera controllata” commenta Sergio Liberatore, AD di Iqvia Italia. “Da un lato si nota un ulteriore risparmio nella spesa per i cosiddetti prodotti maturi, a causa dell’abbassamento del prezzo quando scadono i brevetti. Dall’altro si spende sempre di più sui nuovi medicinali per la cura di patologie gravi alleggerendo, tuttavia, la spesa sanitaria complessiva per queste malattie. Secondo le nostre previsioni, nei prossimi anni la spesa per questi farmaci salvavita continuerà comunque a crescere, a causa dell’arrivo di importanti nuove molecole e al progressivo invecchiamento della popolazione”.