Fascia C con ricetta, l’aumento biennale pari a € 0,89 medi a farmaco

white and red tablets with euros banknotes and coins. Concept Pharmaceutical business, cost of health, medecine. Scattered pills. On white background

Roma, 21 gennaio – Le tabelle diffuse a metà della scorsa settimana  da Federfarma per comunicare agli associati i nuovi prezzi dei farmaci di fascia C adottati dalle aziende produttrici  ai sensi di quanto disposto dal “decreto Storace” del 2005 hanno acceso un riflettore sull’argomento, del quale si è ampiamente occupata ieri la stampa d’informazione, come sempre sensibilissima a tutte le notizie che comportano ricadute sulle tasche dei cittadini. Inevitabili, come purtroppo spesso accade, le forzature sui titoli, dove c’è chi non ha esitato a parlare di “stangata in farmacia”, distorcendo di fatto (qualitativamente, perché gli aumenti non determinati dalle farmacie ma dalle industrie, e anche quantitativamente, vista la medica contenuta degli aumenti) il senso della notizia:

Ricordando che gli aumenti  dei farmaci in questione scattano con cadenza biennale (per l’esattezza, le industrie possono aggiornarli soltanto a gennaio di ogni anno dispari) e si riferiscono ai  prezzi dei farmaci con obbligo di ricetta non rimborsati, il sindacato dei titolari ha anche  avuto cura di precisare che il prezzo al pubblico dei medicinali senza obbligo di ricetta è invece “liberamente fissato da ciascuna farmacia o dagli esercizi commerciali abilitati”.

A tracciare il quadro complessivo su cui arriva a incidere l’aumento è una nota pubblicato sull’ultimo numero del webmagazine settimanale Pharmacyscanner, che evidenzia come,  tra generici e prodotti branded,   “sono poco più di 770 i farmaci interessati dagli aumenti, che portano il prezzo medio a confezione (sui prodotti interessati dagli incrementi) da 15,58 a 16,47 euro”, con una differenza inferiore all’euro – per l’esattezza 89 centesimi –  equivalente a un aumento medio del 5,7% sui prezzi fissati due anni fa.

Nella circolare di trasmissione le tabelle degli aumenti, Federfarma invita a verificare “le modifiche di prezzo già pervenute e quelle che perverranno entro la fine del mese corrente, anche per ridefinire le proprie politiche di vendita tenuto conto della possibilità di praticare sconti sul prezzo al pubblico di tali farmaci, come previsto dall’articolo 11, comma 8, della Legge 27/2012″.