Fatturazione elettronica, farmacie esonerate dall’obbligo per il 2019

Roma, 27 novembre -I farmacisti per il 2019 saranno esclusi dall’obbligo di fatturazione elettronica nei confronti dei soggetti privati, in particolare per le transazioni contenenti dati fiscali già trasmessi al Sistema Tessera sanitaria. Lo ha deciso la Commissione Finanze al Senato,  approvando alcuni emendamenti al decreto Fiscale del relatore Emiliano Fenu (M5S).

La deroga riguarderà, oltre i farmacisti, gli operatori sanitari, ma anche le partite Iva aderenti al regime forfettario (sotto i 65 mila euro) e le società sportive dilettantistiche. L’esonero non riguarderà in ogni caso la ricezione dei documenti di fatturazione in formato elettronico da parte dei fornitori e ciò ovviamente mantiene impregiudicata la necessità di adeguare la propria infrastruttura tecnologica e organizzativa per  gestire correttamente i flussi di fatturazione provenienti in farmacia  soggetti come i distributori intermedi e l’industria.

Questo il testo dell’emendamento 10.0.100 presetnato dal relatore Fenu, di interesse della categoria: “Per il periodo d’imposta 2019 i soggetti tenuti all’invio dei dati al Sistema Tessera sanitaria, ai fini dell’elaborazione della dichiarazione dei redditi precompilata, ai sensi dell’articolo 3, commi 3 e 4, del decreto legislativo 21 novembre 2014, n. 175, e dei relativi decreti del Ministro dell’Economia e delle Finanze, sono esonerati dall’obbligo di fatturazione elettronica di cui all’articolo 1, comma 3, del decreto legislativo 5 agosto 2015, n. 127, con riferimento alle fatture i cui dati sono inviati al Sistema tessera sanitaria. I dati fiscali trasmessi al Sistema tessera sanitaria possono essere utilizzati dall’Agenzia delle entrate anche per finalità diverse dall’elaborazione della dichiarazione dei redditi precompilata”.
Le criticità per l’entrata in vigore dell’obbligo di fatturazione elettronica erano già  state autorevolmente segnalate nelle scorse settimane dallo stesso Garante della privacy e da alcuni parlamentari, con proposte di emendamenti e interrogazioni, tra le quali quella presentata alla Commissione Finanze della Camera da un gruppo di deputati, tutti appartenenti al gruppo di Forza Italia, tra i quali il presidente della Fofi Andrea Mandelli. L’atto di sindacato ispettivo, indirizzata al Mef, si concentrava (prima ancora che il Garante rrendesse noto il suo parere) sui potenziali rischi legati alla tutela della privacy nell’ambito dell’introduzione della fatturazione elettronica (cfr. RIFday del 20 novembre).