Federfarma, divieto di collaborazioni esterne per i membri del CdP

Roma, 3 giugno – “Abbiamo approvato un codice etico di autoregolamentazione del Consiglio di presidenza che va oltre gli obblighi statutari. In sostanza, garantisce gli iscritti sul fatto che chi siede in Cdp si impegna a non aver alcun tipo di rapporto con società che lavorino per le farmacie o per le Federfarma locali”.

Con queste parole, il presidente di Federfarma Marco Cossolo (nella foto) ha manifestato la sua soddisfazione per la decisione unanime del Consiglio di presidenza del sindacato nazionale di operare un giro di vite contro ogni possibile situazione potenzialmente foriera di rischi di condizionamento dei componenti del vertice sindacale nell’esercizio delle loro funzioni di rappresentanza degli interessi di categoria.

“Una questione che mi sta particolarmente a cuore” ha voluto sottolineare Cossolo,  annunciando che un’analoga decisione potrebbe essere presa prossimamente dal  Consiglio delle Regioni, “che dovrà decidere se assumere la stessa autoregolamentazione. Chi prende decisioni in nome e per conto dei colleghi deve essere libero da qualsiasi condizionamento”.

Per stroncare sul nascere eventuali esercizi dietrologici su quali  possano essere i motivi o le situazioni all’origine di quella che può apparire una misura eccedente rispetto agli obblighi comunque previsti dallo statuto (oltre che dal rispetto di principi basilari che regolano ogni associazione, come quello di lealtà), Cossolo ha spiegato alla newsletter FPress che la scaturigine del codice etico di autoregolamentazione risiede in una vicenda che lo ha visto protagonista. “Ho scoperto dalla segreteria della Federazione che la mia partecipazione a un board tecnico in cui neanche ricordavo di essere dava diritto a un gettone di presenza” spiega al giornale della Fondazione Murialti il presdiente di Federfarma. “Quando rivesti una carica istituzionale capita di essere coinvolto in cose di questo genere, ma ho subito rassegnato le dimissioni perché voglio essere libero di decidere senza condizionamenti. E lo stesso deve valere per tutti i componenti del Consiglio di presidenza”.