Fofi: “Bene la riduzione contributiva per i pensionati esercenti”

Roma, 17 aprile – La Fofi esprime pieno favore al via libera dei ministeri vigilanti (Lavoro e Mef) sulla modifica al regolamento dell’Enpaf (deliberata alla fine dello scorso anno dal Consiglio nazionale dell’ente su proposta del Consiglio di amministrazione presieduto da Emilio Croce, nella foto) che permette il versamento di una quota ridotta di un terzo o della metà ai farmacisti che percepiscono il trattamento pensionistico ma continuano a esercitare la professione senza essere iscritti a un altro ente previdenziale.

A salutare positivamente la novità,  in una nota diffusa ieri, sono i vertici della federazione ordinistica, commentando il via libera alle modifiche allo statuto dell’Ente di previdenza dei farmacisti.

“Si tratta di una misura (…) che risponde alle necessità di una parte rilevante della professione” spiega il segretario federale Maurizio Pace, che è anche delegato Fofi  in seno al CdA dell’Enpaf.  “Non solo i titolari, ma anche i collaboratori di impresa familiare e chi opera come lavoratore autonomo per i quali la contribuzione in misura intera risultava spesso particolarmente onerosa. Situazioni di difficoltà sulle quali ora si interviene efficacemente”.

“La modifica statutaria stabilita dal Consiglio nazionale dell’Enpaf risponde a elementari principi di buon senso e di rispetto verso una estesa platea di farmacisti italiani che oggi, dopo il provvidenziale e atteso disco verde dei Ministeri competenti, potranno godere di un giusto beneficio economico” aggiunge il vicepresidente Luigi D’Ambrosio Lettieri. “Si tratta di un ulteriore passo in avanti verso l’ammodernamento del quadro normativo di riferimento della previdenza che va proseguito con collegialità e buon senso”.
Un passo importante, insomma, previsto dall’articolo 18 della Legge 111/2011 “che va nella direzione, da sempre sostenuta dalla Fofi, di fare quanto possibile per adattare a una situazione economica radicalmente mutata anche gli istituti previdenziali della nostra professione” conclude il presidente Andrea Mandelli. “È  giusto, visto l’equilibrio economico dell’Enpaf, sfruttare tutte le opzioni possibili per rispondere alle mutate necessità degli iscritti, come è stato fatto in questa occasione”.