Fofi: “Remunerazione, per la riforma servono soluzioni condivise”

Roma, 4 febbraio – “Vanno cercate soluzioni condivise da presentare al decisore politico e sanitario, così come è stato fatto in occasione delle riforme della Tariffa e della Farmacopea”. Questo il pensiero del presidente della Fofi Andrea Mandelli (nella foto) in ordine alla riforma della remunerazione delle farmacie, sulla quale – per iniziativa di Assofarm – si è aperto la scorsa settimana un tavolo di contronto interno alla filiera, al quale siedono Federfarma, Adf e Federfarma Servizi, oltre alla sigla delle farmacie pubbliche. Tutte, nella prima seduta di lavoro tenutasi il 31 gennaio, hanno convenuto sull’opportunità di una partecipazione attiva della federazione ordinistica.

“Apprezziamo senz’altro il metodo che le organizzazioni della filiera hanno adottato nel condurre il tavolo sulla riforma della remunerazione” scrive in una nota Mandelli, affermando di accettare volentieri l’invito “a dare il nostro contributo in una materia – il sistema di remunerazione – che già nel 2006 avevamo indicato come fondamentale anche per il ritorno nella farmacia di comunità dell’innovazione farmacologica. Siamo inoltre profondamente convinti che la remunerazione delle farmacie di comunità dovrà basarsi anche sulle prestazioni e sui servizi cognitivi resi dal professionista: è quanto accade in Gran Bretagna e sta accadendo ora in Francia. Questo comporta non soltanto un’evoluzione della nostra professione” conclude il presidente Fofi “ma anche un diverso rapporto con le altre professioni della salute. La stessa evoluzione che è necessaria anche per il ritorno dei farmaci innovativi nella distribuzione territoriale”.