Fondazione Cannavò, Luca Pani coordinerà il Comitato scientifico

Roma, 25 gennaio – Luca Pani (nella foto), già direttore generale dell’Aifa, docente della Miami University e da poco professore ordinario di Farmacologia presso l’Università di Modena, è stato nominato coordinatore del Comitato scientifico della Fondazione Francesco Cannavò, la “costola” della Fofi presieduta da Luigi D’Ambrosio Lettieri che si occupa della valorizzazione e tutela della figura del farmacista e del suo aggiornamento scientifico e culturale. L’incarico porterà Pani a sedere di diritto nel Consiglio di amministrazione della Fondazione.

Il farmacologo coordinerà l’organismo che vede la presenza di  Marco Cossolo, presidente Federfarma, e dei presidenti delle società scientifiche operanti nell’ambito della professione  farmaceutica riconosciute dal ministero della Salute: Eugenio Leopardi (Utifar), Paola Minghetti (Sifap), Simona Creazzola (Sifo) e Corrado Giua Marassi (Sifac). Il Comitato scientifico sarà prossimamente integrato da tre presidenti di Ordine, unitamente a personalità del mondo scientifico, professionale e della cittadinanza attiva, che saranno nominate dopo le modifiche apportate all’attuale statuto.

Il CdA, sulla base dei voti espressi dai Presidenti provinciali, ha inoltre proclamato eletti nel Consiglio superiore  Cesare LapidariRiccardo Mastrangeli Francesco Settembrini, che si affiancano in tale funzione a Ido Benigni Cesare Garau, già designati dal Comitato centrale della Fofi.
“Sono onorato e consapevole della sfida che attende la Fondazione Cannavò e il suo Comitato scientifico, nei suoi compiti consultivi e propositivi”  ha dichiarato Pani,  evidenziando che “la sopravvivenza e il rilancio della professione del farmacista risiedono nella consapevolezza della rilevanza del ruolo accompagnata ad una vera e propria “riconversione culturale” oltre che tecnica e scientifica. Grazie anche al contributo del Comitato scientifico potremo affrontare e definire al meglio un progetto formativo e di qualificazione che accompagni i farmacisti italiani in un percorso che li legittimi nei ruoli fondamentali a cui sono chiamati per sostenere le politiche sanitarie del Paese a tutela della salute pubblica”. 

A tale proposito, ha aggiunto, “non posso però che concordare con le considerazioni del presidente della Fofi Andrea Mandelli quando sottolinea come la “Farmacia dei Servizi’ debba garantire la standardizzazione e la riproducibilità di tali servizi che solo così possono rientrare in una rinnovata e moderna negoziazione con il Ssn, dimostrando la capacità di migliorare la salute dei cittadini riducendo al contempo i costi evitabili”.