Francia, la scelta di Macron sull’omeopatia: stop ai rimborsi

Roma, 9 luglio – Non ammettere più l’omeopatia al rimborso. Questa, secondo le informazioni pubblicate domenica scorsa in Francia da Le Journal du Dimanche e riprese ieri da Le Quotidien du Pharmacien, la scelta che il presidente Emmanuel Macrona (nella foto) avrebbe preso a proposito dello scottante dossier recapitatogli sul tavolo dalla ministra della Salute, Agnes Buzyn, dopo il parere negativo espresso lo scorso 28 giugno dall’Has, l’Haute autoritè de santè, secondo la quale i medicinali omeopatici non vanno ammessi al rimborso della sicurezza sociale.

Parere, peraltro, arrivato dopo una sequenza di autorevoli prese di posizione  tutte contrarie all’omeopatia, come  la decisione di sospendere il diploma universitario di omeopatia da parte della facoltà di Medicina dell’Università di Lille dello scorso autunno e  le stroncature arrivate nello scorso mese di marzo dalle Accademie di Medicina e di Farmacia, e al quale il presidente francese – per quanto sensibile sia agli argomenti economici addotti dai laboratori omeopatici, sia alle ragioni di opportunità politica rappresentate dai presidenti delle Regioni, sia alla popolarità dell’omeopatia in Francia (fatto da considerare, per “non infastidire i francesi”)  –  avrebbe alla fine deciso di attenersi. 

Secondo quanto è possibile comprendere dalla stampa francese,  si aprirebbero ora due scenari per dare corso e corpo alla decisione (che deve peraltro ancora essere ufficializzata). Le opzioni al riguardo sono due: mantenere il rimborso per i medicinali omeopatici nella misura attuale (il 30%) ma differendolo di un anno,  per consentire alle aziende omeopatiche di sviluppare una strategia di ritiro, oppure considerare la possibilità di mantenere il rimborso, ma dimezzandolo (dal 30% al 15%). Soluzione, questa, che secondo le Journal de Dimanche avrebbe il vantaggio di non mettere sottosopra il mercato e le aziende, e che –  secondo Gilles Bonnefond, presidente dell’Uspo, uno dei sindacati delle farmacie francesi –  eviterebbe anche rimbalzi al rialzo sui prezzi, piuttosto comuni quando i medicinali passano da un regime di rimborso al libero mercato. Mantenere il rimborso, ancorchè ridotto,  indurrebbe le aziende omeopatiche come Boiron, a  giudizio di Bonnefond,  “a non aumentare il prezzo, dato che questo resterebbe regolato. Mantenere comunque un rimborso potrebbe essere un compromesso, anche solo temporaneo”.

Ogni anno il rimborso dei prodotti omeopatici costa 127 milioni di euro. Somma che, se Macron – come sembra – deciderà di chiudere il rubinetto, si trasferirà sui cittadini.