Giombini (Adf): “Dalla diretta soltanto disagi per i cittadini”

Roma, 18 giugno – Una valutazione dei primi effetti sul retail farmaceutico della legge sulla concorrenza approvata ad agosto 2017, già percepibili  nel consolidamento delle aggregazioni di farmacie e delle catene virtuali dei distributori, e una riflessione sulla prossima costituzione dell’organismo che porterà alla codificazione europea dei farmaci e che la Direttiva europea ha lasciato da gestire alle Associazioni dei produttori-importatori, dei distributori e dei farmacisti.

Questi i temi forti al centro della 31ma Assemblea annuale di Adf, l’Associazione degli imprenditori distributori full-line di farmaci, tenutasi a Roma giovedì scorso.

Nella relazione del Consiglio direttivo presentata dal presidente Mauro Giombini, hanno  però trovato spazio – inevitabilmente – anche altre criticità del settore, a partire dal fenomeno della carenza di referenze farmaceutiche sul circuito distributivo nazionale, problema che tutti i soggetti della filiera sono impegnati a fronteggiare in modo condiviso, con la partecipazione all’apposito tavolo tecnico istituito presso l’Aifa con i rappresentanti del ministero della Salute e delle Regioni, coordinato dal responsabile dell’Ufficio Qualità dei prodotti e contrasto al crimine farmaceutico Domenico Di Giorgio.

Giombini ha quindi toccato il tasto dolente della distribuzione dei prodotti non rientranti nella distribuzione convenzionata tradizionale, esprimendo un giudizio molto critico sulla distribuzione diretta, modalità che sta prendendo sempre più spazio nelle Regioni dei Paese (peraltro in modo estremamente diseguale, con scelte difformi che talvolta si registrano all’interno di una stessa Regione tra Asl e Asl).  Le scelta di acquistare direttamente i farmaci e di metterli a disposizione dei cittadini soltanto attraverso le strutture pubbliche (restringendo quindi moltissimo sia i punti di accesso sia gli orari), secondo i distributori intermedi, deve di necessità essere rivista.

“Con la distribuzione diretta si arreca un notevole disagio al cittadino”  ha affermato al riguardo  Giombini “che per la dispensazione di uno specifico farmaco è costretto a recarsi presso le strutture Asl o la farmacia dell’ospedale più vicino in ristrette fasce orarie, contrariamente al servizio assicurato dalla capillarità della rete delle farmacie, pubbliche e private, nell’intero territorio nazionale, come avviene con la Dpc o con la distribuzione convenzionale. In entrambe tali modalità distributive essenziale è il ruolo dei distributori-grossisti, che garantiscono efficacemente la pronta disponibilità dei farmaci, ancorché in un quadro remunerativo che non copre i costi operativi e che ci auguriamo di poter ridiscutere quanto prima con il nuovo Governo”.

Nella sessione antimeridiana dei lavori assembleari, si sono registrati tra gli altri i contributi di Giorgio Rende (presidente di Assinde), Stefano Novaresi con Christoph Lienhart (Knapp) e Daniele Marazzi (Consorzio Dafne).

Il pomeriggio è stato invece caratterizzato dall’intervento del presidente di Federfarma Marco Cossolo, che ha preso in esame i vari argomenti che vedono le due associazioni affiancate nella difesa del comune interesse: dalla necessità di arrivare in tempi brevi a un riequilibrio delle modalità distributive dei farmaci Ssn, che con le quote crescenti di diretta penalizzano fortemente i cittadini e gli operatori della distribuzione intermedia e finale, oltre a produrre (come attestano senza possibilità di smentita i dati Aifa) sfondamenti abnormi del tetto della spesa farmaceutica diretta, fino alla necessità di una ridefinizione della remunerazione della distribuzione per conto, dal già ricordato costituendo organismo interassociativo per la codifica europea dei farmaci all’evoluzione dei servizi della farmacia del futuro, che debbono ovviamente prevedere un’evoluzione del ruolo anche dei distributori. Temi sui quali distribuzione intermedia e farmacia, alla luce dei comuni interessi, possono e debbono trovare strategie condivise.