Giombini (Adf): ‘Senza efficienza distributori sistema nel caos’

Roma, 18 dicembre – Senza l’efficienza dei distributori intermedi del farmaco ci sarebbe un caos insostenibile. Lo afferma Mauro Giombini (nella foto),  presidente di Adf, l’Associazione dei distributori farmaceutici, dopo una sintetica illustrazione del ruolo decisivo che la distribuzione, con le sue strutture logictiche ai massimi livelli di efficienza e qualità, con un alto grado di automazione degli impianti che consentono tempi brevissimi di evasione dell’ordine della farmacia, svolge per garantire alle farmacie l’erogazione del servizio farmaceutico e la loro centralità nel sistema sanitario pubblico.

In un editoriale a sua firma pubblicato sull’ultimo numero de Il quaderno della distribuzione farmaceutica, il notiziario associativo on line da ieri e consultabile a questo link, Giombini parte dalle celebrazioni dei 40 anni del Ssn per richiamare, e in qualche misura rivendicare, il contributo determinante che hanno saputo assicurare nel tempo alla sanità pubblica i distributori intermedi del farmaco, grazie ai quali tutte  le farmacie del territorio  possono rispondere con immediatezza alle richieste dei pazienti/clienti, sgravate del peso (per loro insostenibile) degli stock elefantiaci necessari per dare una risposta a esigenze di salute sempre più diversificate e complesse.
Il presidente di Adf  elenca gli sforzi straordinari compiuti dai distributori per assolvere il loro ruolo di snodo fondamentale del sistema: sistemi di elaborazione e trasmissione dati che si collegano ogni sera alla banca dati del Ministero, sistemi di sicurezza e di allarme antifurto e antirapina all’interno e all’esterno dei locali (per contrastare con efficacia il fenomeno dei furti dei farmaci), collegamenti telematici per la vigilanza notturna e festiva e l’assolvimento degli  infiniti obblighi derivanti da una regolamentazione europea che non si accontenta di dettare norme, ma – scrive Giombini –  “aggiunge alle norme anche dettagliate linee guida per cui ogni gesto dei nostri diecimila dipendenti dentro le nostre strutture logistiche (non chiamiamoli magazzini, perché non sono semplici magazzini!) e dei nostri settemila driver-trasportatori deve conformarsi a standard prestabiliti che presto diventeranno ancora più stringenti”.

“Ogni distributore intermedio detiene un numero assai elevato di prodotti che arriva a toccare i 100.000, tra cui oltre 9.000 diverse confezioni di farmaci erogati dal nostro Ssn” ricorda ancora il presidente di Adf “e raggiunge le farmacie clienti anche quattro volte al giorno e qui, diciamolo,
c’è spesso un eccesso nel servizio che non fa bene nemmeno al farmacista costretto a ripetere più volte al giorno le operazioni di entrata merce con i connessi controlli, sottraendo tempo alla sua missione di ascoltoe  di consiglio ai cittadini”.

Da qui l’affermazione di Giombini già ricordata nell’incipit di questo articolo: “Senza la nostra efficienza ci sarebbe un caos insostenibile”. Eppure, osserva, il presidente dell’associazione dei distributori, “il servizio che rendiamo non viene remunerato per legge in misura tale da dare un attivo di bilancio, mentre si dovrebbero coprire almeno le spese per l’erogazione e lo svolgimento di un servizio di pubblico interesse. Le copriva fino al 2010 quando il margine del grossista fu tagliato dal 6,65 per cento al 3 per cento, un taglio di oltre il 50 per cento, senza nessun confronto nella storia dei tagli alla spesa pubblica”.
E proprio dopo aver lamentato margini di remunerazione così bassi da costringere all’asfissia economica l’attività di distribuzione intermedia dei farmaci, Giombini conclude prefigurando un possibile, inquietante scenario: “Se risentire delle nostre difficoltà a quadrare i bilanci aziendali dovesse essere il cittadino che entra in farmacia, non si dica che, in questi otto anni, non avevamo rilanciato per l’ennesima volta l’allarme in tempo”.