Grillo ad Aifa: “Tetti dei farmaci, più diretta-Dpc, meno convenzionata”

Roma, 28 gennaio – Con tutto il rispetto per le altre e pur importanti misure dedicate al settore del farmaco dal ddl di conversione del Decreto Semplificazioni, l’emendamento a firma dei relatori del provvedimento che recepisce l’accordo sul payback raggiunto all’inizio della scorsa settimana da Regioni e aziende  è certamente  quello più rilevante per portata e implicazioni. L’accordo, come è noto,  è finalizzato a risolvere l’annosa questione del contenzioso sul payback, attraverso il riconoscimento all’industria di  2,378 miliardi di euro per “sanare” gli anni dal 2013 al 2017,  e prefigura un sistema di  calcolo di ripiano della spesa farmaceutica per il 2018 che eviti il  rischio di nuovi contenziosi. I quasi 2,4 miliardi saranno ripartiti tra le Regioni in base ai conteggi di ciascuna.

Il new deal nei rapporti tra Regioni e aziende del farmaco, però, dovrà anche passare, in base all’intesa sancita la scorsa settimana, anche attraverso una ridistribuzione dei “pesi” della spesa farmaceutica del Ssn, rivedendo sia il tetto della convenzionata (al ribasso) sia quello degli acquisti diretti, che sommano ospedaliera, distribuzione diretta e distribuzione per conto (al rialzo). L’obiettivo dichiarato è quello di destinare i “risparmi” che si realizzano nella convenzionata (ormai da qualche anno sotto il tetto di spesa assegnatole)  alla copertura, ancorchè parziale, degli sfondamenti che invece si realizzano senza soluzione di continuità nella posta di spesa per gli acquisti diretti.

Nell’emendamento dei relatori sul payback, però, della questione non v’è alcuna traccia. Nessun mistero, però, nè passi indietro da parte del Governo: l’impegno è stato semplicemente spostato dal ministero della Salute nel documento (già trasmesso per conoscenza alle Regioni venerdì 25 gennaio) che il ministero della Salute ha indirizzato all’Aifa, con le raccomandazioni per attuare gli obiettivi del Piano triennale 2017-2019 della stessa agenzia regolatoria, con riferimento (ovviamente) agli impegni da assolvere nel corso dell’anno appena cominciato. Il dicastero (com’è sua facoltà) ha voluto integrare i programmi 2019,  aggiungendovi appunto alcune delle misure del Documento in materia di governance farmaceutica presentato lo scorso 10 dicembre a Roma.

Chiare le indicazioni, con l’invito ad Aifa di valutare la possibilità di un “aggiornamento periodico dell’ammontare dei tetti di spesa in relazione all’evoluzione del settore farmaceutico”. Più in dettaglio e sempre guardando all’obiettivo di  “ottimizzare le risorse pubbliche destinate al settore farmaceutico”, il dicastero parla espressamente della necessità di  “rafforzare la possibilità di erogazione in distribuzione diretta o per conto, a seconda del modello organizzativo adottato dalle Regioni, congiuntamente a modalità di approvvigionamento più competitive dei farmaci stessi“.

Un’indicazione estremamente chiara e che dà la misura di come, al di là di ogni eventuale dichiarazione difforme da parte dei vari livelli istituzionali in materia di dispensazione dei farmaci, la weltaschauung di dicastero e Regioni sia alla fine del tutto sovrapponibile. La sostanziale identità di vedute, peraltro, è in qualche modo riscontrabile anche  a proposito della controversa questione dell’equivalenza terapeutica e, più in concreto, delle  gare di acquisto con le quali le Regioni mettono in concorrenza molecole tra loro differenti.  Il dicastero guidato da Giulia Grillo (nella foto), nelle sue raccomandazioni a integrazione  del Piano triennale Aifa 2017-19, inserisce infatti la proposta di un impegno dell’agenzia per “assicurare con tempestività e con tempi definiti il supporto alle Regioni con riferimento alla richiesta di parere su equivalenza terapeutica tra medicinali contenenti diversi principi attivi”.

Quasi a sottolinearne il rilievo, la titolare del dicastero ha salutato l’emendamento sul payback e le integrazioni al Piano triennale Aifa con grande soddisfazione: “Si tratta di un ulteriore passo in avanti rispetto a un tema che ha ingessato il sistema negli ultimi sei anni mettendo a rischio i bilanci della sanità delle nostre Regioni” dichiara infatti la ministra in un comunicato ufficiale, nel quale ringrazia il presidente della Commissione Igiene e sanità del Senato, Pierpaolo Sileri, “per la preziosa collaborazione”.

Nella nota alla stampa, la ministra comunica anche di aver trasmesso alla Conferenza Stato-Regioni il già ricordato Piano di attività per l’anno 2019 dell’Aifa, che rappresenta la declinazione annuale della programmazione triennale dell’Agenzia. “Anche in questo caso non sono mancati i distinguo rispetto alla precedente amministrazione” sottolinea Grillo, spegando di essersi avvalsa “della possibilità di inviare alla Conferenza Stato-Regioni un documento arricchito delle proprie osservazioni, che riprendono quanto elaborato dal tavolo degli esperti in merito alla nuova Governance del farmaco”.

“Sono certa” conclude la ministra “che le Regioni, protagoniste con i loro rappresentanti nella stesura del documento della Governance, non potranno che giudicare positivamente il nuovo Piano di attività e le linee di programmazione in esso contenute”.

Come già anticipato venerdì dal nostro giornale, il disegno di legge di conversione del  decreto semplificazioni comincerà oggi l’esame dell’aula di Palazzo Madama, dopo il via libera delle Commissioni riunite Affari costituzionali e Lavori pubblici.