Grillo: Caso Avastin, stiamo quantificando i danni per risarcimento

Roma, 19 luglio – Non saranno solo le Regioni (cfr. RIFday di ieri) a battere cassa per ottenere da Roche e Novartis i risarsimenti del danno subito a causa dell’intesa anticoncorrenziale volta a favorire artificiosamente la vendita del farmaco Lucentis, molto più costoso,  a danno di Avastin  nella terapia delle maculopatia degenerativa.  A guidare le azioni di rivalsa contro le due aziende (già punite nel 2014 dall’Antitrust con sanzioni dell’ordine di 90 milioni di euro ciascuna) sarà lo stesso ministero della Salute. con una richiesta risarcitoria che – presumibilmente – supererà il miliardo di euro.

Ad annunciarlo, tramite un videomessaggio su Facebook, è stata la stessa ministra della Salute Giulia Grillo (nella foto).   “La sentenza del Consiglio di Stato ha messo la parola fine sul caso Avastin-Lucentis, respingendo definitivamente i ricorsi delle aziende e confermando sanzioni per circa 180 milioni alle case farmaceutiche coinvolte” ha detto la titolare del dicastero.  “Ho chiesto che siano effettuati tutti gli aggiornamenti per la quantificazione definitiva del danno economico subito e per avviare le procedure per il risarcimento”.

Le prime stime riportate dalla stampa, effettuate sulla base delle stime della maggiore spesa sostenuta negli 2012-13-14 effetuatedallo stesso Antitrust, quantificano il danno per le casse del Ssn in 1,2 miliardi danni per il Ssn. “Ho chiesto che siano effettuati tutti gli aggiornamenti necessari per avere una quantificazione definitiva dell’ammontare complessivo del danno e quindi avviare le procedure necessarie per il risarcimento” afferma Grillo nel suo messaggio, nel quale ha ripercorso a grandi linee l’intera vicenda, durata circa una decina d’anni.

Prima di concludere, Grillo si preoccupa di fornire una “precisazione sulla sicurezza dell’utilizzo di questi farmaci in ambito oftalmico: nel 2014 l’allora Consiglio superiore di sanità all’unanimità ritenne che i dati allora valutabili dalla comunità scientifica evidenziavano che i due medicinali non presentano differenze statisticamente significative dal punto di vista dell’efficacia e della sicurezza nel trattamento della degenerazione maculare senile, raccomandando già allora all’Aifa di consentire il più presto possibile l’utilizzo del farmaco meno costoso”.