Grillo: “Ecco cosa farò”. Illustrate in Parlamento le linee programmatiche

Roma, 26 luglio – La “sanità che verrà” (o quantomeno che vorrebbe arrivare) illustrata da chi ha la responsabilità di governarla. Questo, in buona sostanza, il senso dell’audizione che la ministra della Salute Giulia Grillo (nella foto), ha  tenuto ieri davanti ai deputati e ai senatori delle Commissioni Affari sociali e Igiene e sanità, presentando le linee programmatiche che informeranno il suo mandato al ministero.

Linee che – ha confermato  la ministra – si svilupperanno nelle direzioni già chiaramente annunciate al momento del cambio di guardia al ministero: invertire la tendenza del progressivo definanziamento della sanità pubblica registratosi negli ultimi anni e tornare invece a investire in sanità pubblica; ridisegnare la governance farmaceutica, avviando un nuovo tavolo e superando così anche il sistema del payback e le sue “code pendenti”, attraverso un confronto con le Regioni;  intervenire in profondità su Aifa, Agenas e Istituto superiore di sanità, che devono essere riformate; aggredire, sempre d’intesa con le Regioni, i molti problemi ancora irrisolti (a partire dalle liste d’attesa); affrontare la questione vaccini nell’ottica di “un giusto equilibrio tra il diritto all’istruzione e il diritto alla salute, tutelando i bambini in età prescolare e scolare che potrebbero essere a rischio di esclusione sociale”, affidando la pratica al Parlamento e dunque a un’apposita proposta di legge che sostituisca quella voluta da Lorenzin, oggi vigente; favorire le “buone pratiche” che permettano di recuperare risorse anche attraverso un’efficace lotta agli sprechi e alle inefficienze, favorendo la centralizzazione degli acquisti;  portare avanti, rilanciandola, la digitalizzazione della sanità.

Questi i temi principali toccati da Grillo, che ha ovviamente toccato le questioni da lei ritenute evidentemente prioritarie, sorvolando su altre, per quanto importanti: nessun cenno, ad esempio, nemmeno a margine della trattazione della nuova governance farmaceutica, è stato fatto ai problemi del servizio farmaceutico, che pure non sono di poco conto e attendono da tempo una soluzione.

Qui di seguito, illustriamo sinteticamente i punti di maggiore significatività della lunga esposizione della ministra, a partire ovviamente dai temi di maggiore interesse per il settore del farmaco, a partire dalla nuova governance e dal superamento del sistema del payback.

Questione, quest’ultima, risolvibile secondo Grillo soltanto con la stretta collaborazione delle Regioni: “Per passare dalla teoria alla pratica” ha detto al riguardo la ministra “stiamo già lavorando di comune accordo (con le Regioni, NdR) per individuare, se possibile, una soluzione per il payback della farmaceutica per gli anni 2013/2015 e 2016, confronto che sta avvenendo già da un paio di settimane e che vede la collaborazione dei tecnici del ministero della Salute, del ministero dell’Economia, oltre che dell’Agenzia italiana del farmaco”. Una questione che si trascina da cinque anni ma che va subito risolta, ha ricordato Grillo, perché “potrebbe mettere a serio rischio i bilanci della sanità di non poche Regioni,  con gli effetti, in caso di disavanzi regionali, che tutti potete immaginare”.

La riforma della governance farmaceutica, richiesta a gran voce da tutti gli attori del sistema e più volte annunciata nella scorsa legislatura senza mai essere realizzata, passerà da un “un tavolo per il governo della farmaceutica e dei dispositivi medici” che la ministra ha annunciato di avere già predisposto, anche qui dando attuazione a una previsione legislativa non rispettata.  Il ministero della Salute giocherà la partita insieme a Regioni, MEF e MISE, coinvolgendo anche  “alcuni esperti di chiara e comprovata capacità di livello internazionale. L’obiettivo è mettere ordine ad un sistema avendo come unico interesse quello dei cittadini”.

In ordine all’attesa riforma di Aifa, Agenas  e Istituto superiore di sanità, richiesta dalla Conferenza delle Regini già nel 2014, Grillo ha assicurato la volontà e l’impegno del ministero “per ridefinire le varie mission favorendo sinergie e collaborazioni a vario livello ma, soprattutto, evitando sovrapposizioni e ridondanze”. Gioverà ricordare, al riguardo, che il meccanismo è già stato messo in moto, come attesta l’avvio del processo di selezione pubblica per la nomina del nuovo direttore generale dell’Aifa.

Grillo non ha ovviamente mancato di ricordare lo spazio che avrà uno dei sacri principi del M5S: “La trasparenza guiderà la mia azione di Governo e nel frattempo ho già dato mandato agli uffici di mettere a disposizione dei cittadini i risultati dei monitoraggi dei Lea 2016, i verbali dei tavoli di monitoraggio e verifica su Lea e Piani di rientro. Anche la mia agenda e quella dei sottosegretari saranno disponibili online e visionabili da chiunque

La prima e più vitale delle questioni, però, è certamente rappresentata dalla sfida della sostenibilità del sistema sanitario pubblico, per la quale Grillo punta tutto sulla programmazione, parola ricorrente ne corso del suo intervento per esplicita ammissione della stessa ministra: “Non potrebbe essere altrimenti” ha detto al riguardo la titolare del dicastero. “Si tratta di un elemento troppo spesso non preso in adeguata considerazione ma che sarà perno dell’attività di questo Governo”.

 “Ho deciso di far proseguire l’iter di approvazione del riparto del Fabbisogno sanitario nazionale per l’anno 2018. Ma in futuro dovremo lavorare per rendere il riparto più aderente alle necessità del Paese” ha detto Grillo, ribadendo che la prima necessità  è pero quella di  “invertire la tendenza che, come ha appena sottolineato la Corte dei conti, ha visto negli anni tra il 2009 e il 2016 la riduzione delle risorse destinate alla sanità di circa tre decimi di punto all’anno al contrario di altri Paesi europei”.

“Anche nel nostro Paese  sarà necessario tornare ad effettuare investimenti in questo senso, garantendo una sostenibilità economica effettiva ai livelli essenziali di assistenza attraverso il rifinanziamento del Servizio sanitario nazionale a cui concorre lo Stato” ha sottolineato la ministra. ”Ci vorrà del tempo, nessuno ha la bacchetta magica, ma l’intento dell’esecutivo è tracciato”.

Per il recupero delle risorse bisognerà però puntare anche su un’efficace lotta agli sprechi e alle inefficienze del sistema, perseguibile lasciando più spazio “alla centralizzazione degli acquisti e all’allargamento della collaborazione tra i soggetti aggregatori (centrali di acquisto regionali) e Consip. Il Dpcm del 24 dicembre 2015, quello che identifica le categorie di beni e servizi da acquistare in modo centralizzato dovrebbe rinnovarsi entro il 31 dicembre di ogni anno. Siamo nel luglio 2018, ma di Dpcm nuovi non se ne sono ancora visti. Mi impegnerò – assicura il ministro – per una corretta programmazione anche in questa direzione, ottimista del fatto che in tempi brevi è possibile mettere in evidenza le buone pratiche che sono già presenti sul nostro territorio. Naturalmente non tutto è risolvibile in tempi brevi. Ad esempio, le dinamiche dei prezzi seguono anche logiche legate ai tempi di pagamento. Anche in questo caso, in Italia si viaggia a diverse velocità.  Per questo occorre dare certezze alle imprese, soprattutto quelle ‘buone e sane’, in tutti i settori, che sono parte integrante, in quanto produttori di beni sanitari, del Ssn”.

Altro capitolo importante dell’agenda del ministero è quello della sanità digitale, prevista nel Patto per la Salute 2014-2016. “È necessario dare piena attuazione all’informatizzazione del Ssn a partire dal Fascicolo sanitario elettronico (Fse). Il ministero lavorerà per la predisposizione dei decreti attuativi per la definizione di contenuti, formati e standard di documenti sanitari e servizi al fine di favorire la coerente alimentazione dei sistemi di Fse” ha detto la ministra al riguardo. “Non ultimo l’estensione del sistema informativo per la tracciabilità dei medicinali a uso umano anche, ai sensi del decreto del ministro della salute 15 luglio 2004, nel settore veterinario”.

Altre questioni “calde”, quelle del personale, degli standard qualitativi e dell’attuazione del Piano nazionale cronicità:  per la prima,  “azioni di blocco orizzontali della spesa”, che “andavano bene 15 anni fa per arrestare gravissime dinamiche di deficit di bilancio”, ma che oggi, con i  conti pressoché in ordine in tutte le Regioni, non vanno più bene, mentre occorre “implementare nuovi strumenti perché le persone e le idee sono la questione più delicata del nostro sistema sanitario”.

“Per i secondi” ha affermato la ministra “dobbiamo pensare all’attuazione su tutto il territorio nazionale sia del Decreto ministeriale 2 aprile 2015 n. 70, quello che definisce gli standard qualitativi, strutturali, quantitativi relativi all’assistenza ospedaliera, sia del Piano nazionale della cronicità.

Rispetto al primo occorre far lavorare in parallelo all’azione di riforma delle Regioni il Programma nazionale esiti (Pne). Qualità, volumi ed esiti delle cure devono essere garantiti e resi omogenei su tutto il territorio nazionale. Una regola però dobbiamo darcela: la parola efficienza non deve nascondere chiusure di presidi senza aver attivato i necessari servizi di presa in carico sul territorio”.

Per quanto riguarda la cronicità, Grillo ha ricordato che in Italia sono quasi 24 milioni le persone che hanno una o più malattie croniche: ”Sapere che non sono molte, anzi decisamente poche, le Regioni che lo hanno recepito formalmente (il Piano nazionale cronicità, NdR) non suona certo come qualcosa di positivo” ha detto la ministra. “In proposito, dalle associazioni dei cittadini sono arrivate richieste affinché nel nuovo sistema nazionale di garanzia dei Lea venga introdotto il monitoraggio rispetto al recepimento e all’attuazione del Piano. Mi sembra un aspetto ampiamente condivisibile. Esattamente com’è da condividere l’idea di elaborare un regolamento per individuare gli standard qualitativi, strutturali, tecnologici e quantitativi relativi all’assistenza territoriale. Un lavoro certamente complesso, ma necessario per realizzare in modo appropriato tutti gli investimenti utili a una corretta presa in carico dei pazienti al di fuori degli ospedali in una logica di continuità assistenziale”.

Inevitabile, infine, il passaggio sulla vexata quaestio dei vaccini, che per Grillo va affrontata, sia pure “con l’obiettivo di tutelare la salute individuale e collettiva, garantendo le necessarie coperture vaccinali”,  guardando anche al  “giusto equilibrio tra il diritto all’istruzione e il diritto alla salute, tutelando i bambini in età prescolare e scolare che potrebbero essere a rischio di esclusione sociale”. In questa direzione, ha confermato Grillo, la maggioranza sta lavorando a un disegno di legge parlamentare per superare la legge Lorenzin. E il ministero è già impegnato per  arrivare finalmente alla realizzazione dell’Anagrafe nazionale vaccini, “il vero punto di svolta fin qui gravemente trascurato. E ho insediato un tavolo di esperti indipendenti a sostegno della pianificazione strategica in materia, per affrontare il fenomeno della diffidenza e del dissenso vaccinale”.