Grillo: “Fondamentale che il 51% della farmacia sia di iscritti all’Albo”

Roma, 7 dicembre –  Una presa di posizione che più chiara non si può, espressa con un posti Facebook, la modalità di comunicazione più cara alla weltanschaaung pentastellata, con tanto di foto (vedi qui sotto) e slogan “gridato” a tutte maiuscole: “SVENDERE LE FARMACIE ALLE MULTINAZIONALI? NO GRAZIE!”.

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Così la ministra della Salute Giulia Grillo (nella foto) ha commentato l’inopinata bocciatura del subemendamentoalla legge di bilancio  a firma Giorgio Trizzino (anch’egli M5S) volto a garantire che il 51% del capitale di una società proprietaria di farmacia sia obbligatoriamente riservato a farmacisti iscritti all’Albo. Misura, come riferito da RIFday nei giorni nei giorni scorsi qui e qui), che dopo essere stata approvata in Commissione Bilancio è stata poi espunta in Aula per mano di un altro autorevolissimo esponente dei Cinque Stelle, il presidente della Camera Roberto Fico, che (secondo la vulgata accreditata da alcuni organi di informazione e, come si vedrà più avanti, dalla stessa ministra) avrebbe raccolto le “segnalazioni” di alcuni deputati del Pd.

“Il principio per cui nelle farmacie italiane il 51% del capitale di gestione dev’essere rappresentato da farmacisti iscritti all’albo è per me fondamentale”  afferma la ministra sul suo post su facebook. “Si tratta di un argine al rischio di strapotere delle società di capitale internazionali che possono fare piazza pulita delle piccole farmacie”.

La norma del subemendamento Trizzino, spiega Grillo, “serve a impedire la svendita delle nostre farmacie alle catene che pagano le tasse all’estero, chissà dove, e la distruzione del lavoro dei farmacisti che sono professionisti sanitari e dunque rappresentano per tutti i cittadini, soprattutto nei piccoli centri, le sentinelle e spesso il primo punto di riferimento sanitario”.

“Difendo i nostri farmacisti che lavorano e pagano le tasse in Italia” scrive ancora Grillo. “Il governo sta dalla loro parte, il Partito democratico evidentemente no, visto l’atteggiamento che sta avendo in Parlamento e il regalo fatto proprio dal governo Gentiloni alle lobby internazionali.
Auspico che – nel pieno rispetto del dibattito parlamentare – la norma sia approvata, nonostante le resistenze del partito che ha governato questo Paese in modo disastroso in questi ultimi cinque anni”.
Nessun riferimento – e certamente non è un caso – alla decisione del suo collega di partito, il presidente dell’Aula Fico, che pure ha assunto in prima persona la decisione di espungere l’emendamento dal testo della manovra, assumendosi di fatto ogni responsabilità al riguardo.

Il post della ministra ha subito suscitato una selva di commenti, in larghissima prevalenza di titolari di farmacisti che –  anche questa è per certi versi una novità – si sono rivelati fans accaniti della titolare del dicastero. Ad aprire la sequenza degli interventi è il presidente dell’Asfi, l’Associazione scientifica farmacisti italiani Maurizio Cini, che ai complimenti alla ministra aggiunge l’invito a “fare presto, perché più saranno le farmacie in mano al capitale più sarà politicamente difficile tornare indietro. Coraggio Ministra, vada avanti con decisione e faccia capire al governo le ragioni che ha esposto nel suo discorso anche sugli aspetti fiscali”.

Non manca, ovviamente, qualche voce dissonante, su tutte quelle di alcuni farmacisti degli esercizi di vicinato, che ricordano alla Grillo  “che le parafarmacie attendono ancora una risposta”, richiamando alla ministra dichiarazioni e impegni assunti in passato.