Grillo su autonomie differenziate: “Non smonterò il Ssn”

Roma, 30 aprile – “L’autonomia è un tema complesso, che avrà un impatto decisivo sulla vita delle persone e non può essere agitato come uno spauracchio. È innegabile che per la Lega rappresenti una priorità, mentre per il M5S è parte di una riforma complessiva del sistema degli enti locali e Stato centrale”.

Così la ministra della salute Giulia Grillo (nella foto), in un’intervista pubblicata ieri dal quotidiano Il Messaggero, torna ad affrontare il tema  del regionalismo differenziato, uno dei tanti temi sui quali si registrano profonde differenze di vedute tra i due partner della maggioranza di governo. Grillo, in ogni caso, afferma che “i blitz su un tema così complesso non fanno bene al Paese. Confido nella saggezza delle Camere. La riforma è nel contratto e andrà fatta. Ma sono abituata a ragionare sulle proposte concrete”.

Parole che lascerebbero intendere che Lega e M5S stanno cercando di uscire dallo stallo per raggiungere un’intesa sul riconoscimento di maggiori autonomie a quelle Regioni (Veneto, Lombardia ed Emilia Romagna in testa) che le hanno richieste. “Ci stiamo lavorando” conferma infatti la ministra, risconoscendo però che restano differenze profonde su alcuni aspetti. “Rimanere nell’alveo costituzionale è l’unico modo per accelerare senza andare a sbattere” sostiene Grillo. “Autonomia fa rima con responsabilità. E certe prese di posizione, tipo quella sulle Province, mi sembrano provocazioni per creare un clima da stadio. Una riforma del genere va fatta con criterio e alto senso istituzionale, perché impatta sui gangli vitali dello Stato. Un’operazione frettolosa, ci esporrebbe a una pioggia di ricorsi. Serve una buona legge, utile al Paese e a prova di Consulta. Si può fare in pochi giorni? Ho i miei dubbi. Il mondo reale non ha i tempi della continua campagna elettorale“.

Il regionalismo differenziato avrebbe ricadute importanti, in particolare, sulla sanità. Interpellata sul punto, la ministra afferma che alla questione stanno già lavorando i tecinci. Nessuno è contrario per principio, ma il mio ministero ha un compito assegnato dalla Costituzione che è difendere il principio solidaristico e il diritto alla salute ovunque” afferma la titolare del dicastero. “Lombardia e Veneto chiedono molto margine di manovra su tutte le 23 materie dell’articolo 116 e per non andare troppo nel giuridico, dico che non sarà facile trovare soluzioni che non creino asimmetrie. Lo ribadisco, potenzialmente possono esserci vantaggi da una maggiore autonomia, però nella sanità lo Stato centrale deve poter mettere bocca e intervenire se necessario con maggiore forza di come può fare oggi. Altrimenti ognuno va a ruota libera e le regioni più in difficoltà non si risolleverebbero più da una cattiva riforma”.
“Io devo tutelare il Servizio sanitario nazionale che non è qualcosa di obsoleto” conclude sul punto Grillo  “ma ha ancora un grande potenziale, è la più grande opera infrastrutturale del nostro Paese, e lavoro ogni giorno per preservarlo. Non lo smonterò”.