Grillo su prezzi gonfiati: Giusto chiedere a Oms risoluzione trasparenza

Roma, 14 maggio – La causa intentata da 44 Stati Usa a una ventina di aziende farmaceutiche colpevoli, secondo l’accusa, di aver “cospirato” per gonfiare i prezzi dei loro farmaci generici, ha indotto la ministra della Salute italiana Giulia Grillo a scrivere un post, pubblicato sul suo account Facebook, per ricordare la centralità della questione dei prezzi delle medicine.

“Nei mesi scorsi ho presentato una risoluzione all’Oms per chiedere maggiore trasparenza sulla formazione del prezzo dei farmaci. È la prima volta nella storia della Repubblica che un ministro chieda al mondo una presa di posizione in direzione di una maggiore chiarezza nei rapporti con l’industria” scrive Grillo, per lamentare la sscarsa attenzione dedicata dalla stampa all’iniziativa.
“Ero consapevole che sarebbe stata una battaglia dura, ma non posso mollare” aggiunge la ministra, affermando di battersi da anni “per avere medicinali a prezzi equi e una maggiore trasparenza in un settore di fondamentale importanza per la salute di tutti noi”.

“Oggi tutti i media internazionali parlano della causa di 44 procure statunitensi contro ben 20 multinazionali del farmaco colpevoli di aver gonfiato i prezzi del 1.000%” affonda quindi il colpo la titolare del dicastero. “Sembra proprio che ci sia bisogno della magistratura – in questo caso degli USA – per capire che c’è un problema reale di asimmetria delle informazioni in ambito farmaceutico”.

“Nei prossimi giorni a Ginevra ci sarà la discussione della nostra Risoluzione presso l’OMS” ricorda quindi Grillo. “Già alcuni Paesi, da tutte le parti del mondo, hanno deciso di darci il loro supporto e altri stanno valutando una possibile adesione. Abbiamo già aspettato troppo, è arrivato il momento di fare chiarezza. Per questo chiedo la collaborazione di tutte le forze politiche di maggioranza e di opposizione in questa iniziativa trasversale non semplice, che però deve essere affrontata nell’immediato e non solo quando sentiamo parlare di questi scandali internazionali”.

Bisgona battersi per strategie comuni e per  “esigere la massima trasparenza dalle aziende del settore” conclude la ministra. “In gioco c’è l’accesso alle cure e la salute di tutti noi cittadini”.