Grillo: “Vaccini, c’è chi fa terrorismo psicologico fondato sul nulla”

Roma, 31 gennaio – Uno strappo forte e inequivocabile dalla galassia no vax, quello che emerge dalla dichiarazione resa ieri dalla ministra della Salute Giulia Grillo (nella foto) a margine di un evento elettorale in Abruzzo: “Purtroppo da ministro mi sono arrivate in questi mesi tutta una serie di informazioni, veramente allucinanti, cioè fondate sul nulla, che fanno terrorismo psicologico” ha dichiarato la ministra, ripresa e rilanciata da un take dell’Ansa. “Se un genitore vede un video di quelli che ho visto io, che non hanno veramente alcun nesso logico dal punto di vista della medicina, si spaventa e dice ‘Addio, io mio figlio non lo faccio vaccinare’. Così lo mette a repentaglio perché mentre purtroppo abbiamo avuto i morti di morbillo, che sono reali o i morti per meningite, non è che ci sono i morti da vaccino. Quindi paradossalmente io faccio rischiare di più mio figlio se non lovaccino piuttosto che quando lo vaccino“.

Chissà quali altri pesanti accuse arriveranno alla titolare della Salute dalle fila dei no vax, che pure nelle fila del M5s avevano trovato non solo spazio, ma anche attenzione e un riferimento politico che sembrava sicuro. Il clima è invece cambiato e il plauso e il consenso un tempo riservato  ai Cinque stelle dagli antivaccinisti ha lasciato il posto alle  critiche feroci  rovesciate sulle piattaforme social no vax.

La stessa Grillo – così come l’omonimo padre nobile del movimento, Beppe, subissato di contumelie dopo aver sottoscritto insieme a Matteo Renzi il manifesto pro-scienza di Roberto Burioni, il nemico pubblico numero 1 dei no vax – è stata  bersaglio di attacchi  non di rado sgangherati, con l’accusa di essere (cogliamo fior da fiore) “falsa, traditrice, voltagabbana” e – questa l’offesa peggiore di tutte, per i no vax –  addirittura “promotrice di vaccini”.

Sembra, e probabilmente lo è, la fine di un amore.  E almeno per quanto ci riguarda, non possiamo che compiacercene, nell’interesse della salute pubblica.