I presidi: “Da oggi asili e scuole vietati per i bambini non vaccinati”

Roma, 11 marzo – Da oggi si entrerà a scuola soltanto con il certificato di vaccinazione. È quanto prevede la legge Lorenzin approvata nel luglio 2017 e attualmente in vigore, che i presidi sono fermamente decisi a rispettare. A riferire la ferma posizione è una nota dell’Anp, l’Associazione nazionale presidi, ripresa da un lancio dell’Ansa, che ricorda che la legge prevede l’obbligo della vaccinazione per le iscrizioni all’asilo nido e alla scuola materna e, con modalità diverse, riguarda anche le scuole elementari, scuole medie e i primi due anni delle superiori, fino ai 16 anni.

Di conseguenza i bambini da zero a sei anni non in regola con le vaccinazioni non possono accedere agli asili nido e alle scuole dell’infanzia; bambini e ragazzi nella fascia d’età da 6 a 16 anni potranno entrare a scuola. In entrambi i casi, se i genitori rifiuteranno ripetutamente di far vaccinare i figli dopo colloqui e solleciti da parte delle Asl, incorreranno nelle sanzioni pecuniarie previste dalla legge.

Nel frattempo, è allo studio un nuovo provvedimento, basato sul cosiddetto “obbligo flessibile”, locuzione che rinverdisce la tradizione delle spericolate invenzioni lessicali dei nostri intemerati politici, particolarmente affascinati (pare) dagli ossimori, per privi di senso che possano suonare. Secondo l’”obbligo flessibile”, la vaccinazione diverrebbe obbligatoria solo “in caso di emergenze sanitarie o di compromissione dell’immunità di gruppo”, ossia della protezione indiretta che si ha quando la vaccinazione di una parte significativa di una popolazione tutela anche agli individui che non hanno sviluppato direttamente l’immunità. In attesa di tutto ciò, dicono con chiarezza i presidi dell’Anp, “per chi non si presenterà a scuola con il certificato richiesto, applicheremo semplicemente la legge”.

Questo significa che “negli asili, i bambini sprovvisti di certificato non potranno entrare. Nelle altre scuole, invece, in questi casi è prevista solo una sanzione pecuniaria, e gli alunni potranno entrare lo stesso”. Secondo l’associazione dei presidi il problema “è soprattutto nella scuola primaria, dove i non vaccinati potrebbero restare a contatto con gli immunodepressi, i quali non sono tutelati da questo tipo di previsione normativa”.

“Non siamo noi a fare le leggi”  spiegano i presidi “quindi ci atteniamo ad applicare quelle esistenti”. I presidi riservano anche un asciutto commento alla richiesta dei giorni scorsi del vicepremier Matteo Salvini di un decreto per consentire la permanenza scolastica ai bambini non vaccinati delle scuole dell’infanzia. “Se ci sarà un decreto, nel momento in cui sarà in vigore lo applicheremo” si sono limitati a dichiarare i presidi.