I sindacati: “Farmacap, le mozioni non bastano, ora servono fatti”

Roma, 9 maggio – Per chi crede nei segni del destino, l’allarme antincendio che l’altro ieri ha costretto a interrompere bruscamente la seduta congiunta delle Commissioni consiliari capitolie Bilancio e Politiche sociali convocata per affrontare il dossier Farmacap, costringendo all’evacuazione dei locali, è un’ulteriore riprova di come il cammino dell’azienda delle farmacie comunali romane sia segnato da congiunzioni astrali negative. Chi invece non disdegna di fare qualche cattivo pensiero, ha pensato che all’allarme (rivelatosi falso) fosse tutt’altro che estranea la carsica volontà della maggioranza capitolina di evitare di discutere e chiarire i molti aspetti oscuri relativi alla situazione della partecipata  e i veri intendimenti del governo capitolino sulle sue prospettive.

Sia come sia, i sindacati dei lavoratori hanno manifestato ieri in una nota alla stampa tutta la loro insoddisfazione per l’andamento e gli esiti dei lavori, lamentando in primo luogo l’assenza sia dell’assessore al Bilancio e alle partecipate di Roma Capitale Gianni Lemmetti sia del direttore generale Franco Giampaoletti, certamente giustificate ma che (dopo mesi di discussioni al calor bianco sul destino di un’azienda rimasta acefala e con i bilanci terremotati)  qualcuno ha inevitabilmente finito per leggere come un segnale della scarsa considerazione che, in concreto,  l’attuale Giunta guidata da Virginia Raggi riserva a Farmacap.

A rappresentare l’assessorato erano due funzionari che, lamenta la Rsa Farmacap (Filcams Cgil, Fiasascat Cisl, Uiltucs Uil e Usi) “hanno risposto con modalità approssimative e poco convincenti alle domande poste dai consiglieri, sia di maggiornaza che di opposizione. Nessun chiarimento rispetto all’uso che la Giunta intende fare della due diligence sui bilanci 2013, 2014 e 2015; nessuna informazione sull’approvazione dei bilanci 2013-2016 nè sul bilancio 2017″.

Parimenti severo il giudizio espresso sull’approssimazione che, secondo i rappresentanti sindacali, sarebbe stata riservata anche alle domande sulle  competenze del commissario straordinario Angelo Stefanori, dimessosi dall’incarico nello scorso gennaio ma, secondo i sindacati, ancora in grado di intervenire sulla gestione dell’azienda, e a quelle sulla legittimità della nomina del nuovo direttore generale, Emiliano Mancini.

L’unica nota positiva della riunione congiunta delle due Commissioni consiliari, scrivono i sindacati, è stata “la convergenza di tutti i consiglieri presenti su una mozione redatta dal consigliere M5S Angelucci”, poi messa al voto e approvata in Consiglio comunale, come riferito ieri dal nostro giornale. La mozione in parola impegna la sindaca e la sua Giunta a predisporre nuovi organi di governo e controllo per Farmacap, nonché un nuovo piano industriale e l’approvazione dei bilanci ancora in sospeso, e chiede espressamente di superare  la delibera del 2015 della Giunta precedente, che contempla il via libera alla cessione dell’azienda.

In pratica, l’impegno richiesto agli attuali vertici capitolini (in coerenza con le promesse e gli intendimenti sempre professati dall’attuale maggioranza in campagna elettorale) è quello di mantenere la forma giuridica di azienda speciale Farmacap e di garantirle piena funzionalità, colmando i vuoti di organico con l’assunzione di nuovo personale e prevedendo piani di formazione.

La mozione (certamente significativa in termini di contenuti politici, ma i cui effetti sono inevitabilmente aleatori, non essendo questo tipo di atti vincolante per l’azione della Giunta) non sembra però essere una risposta sufficiente alle preoccupazioni dei sindacati e dei lavoratori di Farmacap: gli intendimenti in essa contenuti, infatti, “sono lontani dal realizzarsi”, scrive la Rsa nel suo comunicato. “Non abbiamo avuto alcuna garanzia  su una celere soluzione della situazione di incertezza in atto e di superamento del commissariamento, anzi, non si essclude un altro commissariamento a superamento dell’attuale, o meglio dell’ultimo, se consideriamo le dimissioni”.

Se dovesse ancora protrarsi, tale situazione “rischia di compromettere seriamente la stessa Azienda farma-socio-sanitaria, condannandola a un progressivo declino e probabilmente alla privatizzazione” scrivono quindi i sindacati “con tutto quello che ne conseguirebbe e con il rischio concreto, nel breve periodo, di avere problemi per la stessa erogazione degli stipendi”.

Inevitabile, dunque, la conclusione della Rsa: “Se non interverranno fatti concreti nei prossimi giorni, a partire dall’apertura del bando per la ricerca e la selezione delle candidature del Consiglio di amministrazione Farmacap” è la minaccia delle rappresentanze  sindacali “promuoveremo tutte le iniziative legali e di mobilitazione che riterremo necessarie, nessuna esclusa”.