Il decreto Calabria è legge, c’è anche la norma anti-carenze

Roma, 20 giugno – Approvazione definitiva, ieri in Senato, per il cosiddetto “decreto Calabria”, i controverso provvedimento che dispone il commissarimento straordinario della sanità della Regione presieduta da Gerardo Oliverio. E se la ministra della Salute Giulia Grillo (nella foto)  da una parte parla di “un giorno storico”, in cui “lo Stato ha uno strumento vero per curare il Servizio sanitario calabrese da troppo tempo malato”, dall’altra il governatore della Regione non ha mai fatto mistero di ritenere il decreto una risposta impositiva e sbagliata alla situazione della sanita regionale, arrivando ad affermare che in esso “non c’è una sola norma relativa ai servizi, non c’è un solo euro”  dei molti che sarebbero invece necessari per rilanciare le cure in Calabria.

Rilancio che, peraltro, non è l’unico obiettivo del provvedimento, che contiene anche norme che – secondo la ministra Grillo –  consentiranno “il riavvio delle assunzioni nella sanità di tutto il Paese. Abbiamo previsto lo sblocco delle assunzioni già dal 2019 per permettere a tutte le Regioni di migliorare i servizi sanitari e rilanciare il nostro prezioso Ssn. Una sanità pubblica accessibile ed efficiente è un diritto di tutti i cittadini, da Nord a Sud”.

Ma la legge approvata ieri  (137 i voti favorevoli, 103 i contrari, 4 le astensioni) contiene anche norme di diretto interesse per il settore del farmaco, già segnalate a suo tempo dal nostro giornale.  Si tratta delle disposizioni dell’art. 13, riferite al fenomeno delle carenze di medicinali che si registrano ricorrentemente nel circuito  distributivo nazionale.

La norma in questione modifica l’art. 34, comma 6, del decreto legislativo 219/2006 e consente anche all’Aifa di adottare in via straordinaria provvedimenti (da notificare preventivamente al ministero della salute) per bloccare le esportazioni di farmaci al fine di prevenire o limitare situazioni di carenza o indisponibilità sul mercato nazionale. Viene anche portato da due a quattro mesi il termine per la comunicazione all’Aifa, da parte dell’azienda titolare dell’Aic, della cessazione temporanea o definitiva della commercializzazione di un medicinale nel territorio nazionale, fatto salvo il caso di interruzione dovuta a circostanze imprevedibili ed eccezionali.

A proposito di Aifa, un’altra disposizione del decreto Calabria prevede l’istituzione di due nuove figure dirigenziale, il direttore amministrativo e il direttore tecnico-scientifico, che affiancheranno e supporteranno la direzione generale dell’Agenzia. La misura ha sollevato qualche alzata di sopracciglio in chi, anzichè considerarla l’espressione di una trasparente volontà di rafforzare la governance dell’Agenzia regolatoria,  sospetta che possa anche avere altri significati, riferibili a una prima valutazione del nuovo corso Aifa.