Aderenza terapeutica negli anziani, report FIP sul ruolo del farmacista

Roma, 18 luglio – “La Federazione farmaceutica internazionale (Fip) si impegna a migliorare la salute globale colmando le lacune nello sviluppo, distribuzione, distribuzione e uso responsabile dei farmaci. La scarsa aderenza alla terapia in condizioni croniche è associata a peggiori esiti di salute e costi sanitari più alti.
Questo rapporto mira a identificare e descrivere gli interventi e i programmi di farmacia che portano a miglioramenti nella
compliance dei farmaci da parte dell’anziano e per rivedere le informazioni disponibili sulla loro efficacia”.

Così Carmen Peña (nella foto), presidente della Fip, la Federazione farmaceutica internazionale, spiega in sede di presentazione l’obiettivo del rapporto Use of medicines by the elderly: The role of pharmacy in promoting adherence”, recentemente realizzato e pubblicato dalla sigla internazionale dei farmacisti per illustrare il ruolo del farmacista nel promuovere l’aderenza alle terapie da parte degli anziani.

Un’iniziativa importante, assunta alla luce della piena consapevolezza in ordine alle conseguenze della mancata aderenza alle terapie, che costituisce un rilevante problema di salute pubblica con importanti conseguenze non solo sanitarie ma anche economiche, soprattutto in ragione della crescita delle popolazione anziana e dei fenomeni della cronicità e della polimorbilità, con le inevitabili difficoltà ad essi correlate in termini di assunzione dei farmaci e, più in generale, di adesione ai trattamenti prescritti.

Inevitabile, dunque, che per centrare il principale obiettivo di ogni Paese, che è quello di assicurare ai propri cittadini un sistema sanitario efficiente, efficace e sostenibile, la mancata aderenza alle terapie sia un ostacolo da rimuovere o almeno da ridurre drasticamente, contrastandola con strategie precise e programmi mirati. Che – quale che sia il punto di osservazione del problema – non possono ovviamente prescindere dal pieno coinvolgimento  dei farmacisti, che sono appunto i professionisti del farmaco e rappresentano la front line sul territorio per i cittadini. Inevitabile, dunque, che la “guerra” per l’aderenza terapeutica si combatta anche, se non  soprattutto, in questa trincea, sviluppando il consolidato ruolo professionale del farmacista come mediatore sapiente e di garanzia tra il cittadino e il  farmaco e coinvolgendo questo professionista in programmi e interventi mirati a sviluppare l’aderenza terapeutica, soprattutto in quelle categorie di persone (le fasce più anziane di popolazione, i malati cronici e quelli in politerapia, categorie che peraltro spesso coincidono) dove è più altro il rischio che le terapie non vengano seguite secondo le prescrizioni.

“La Fip crede fermamente che gli interventi volti a migliorare l’aderenza alla terapia rappresentino un buon ritorno sull’efficacia degli interventi per migliorare l’aderenza alla terapia e possano avere un impatto molto maggiore sulla salute della popolazione rispetto a qualsiasi miglioramento nei trattamenti medici specifici” spiega ancora Peña. “Questo rapporto è la prova che i farmacisti di tutto il mondo stanno già contribuendo a questo obiettivo e sono impegnati a sostenere i pazienti anziani in vari modi” conclude la presidente Fip “Confidiamo che questa pubblicazione possa ulteriormente ispirare i responsabili politici, le organizzazioni professionali, le istituzioni scolastiche e icolleghi farmacisti a consolidare ed espandere il loro ruolo nel migliorare l’aderenza ai trattamenti da parte dei pazienti anziani, portando a sistemi di salute più sostenibili, a vite più lunghe e ad un maggiore benessere”.