Nobile Collegio in festa per il suo anniversario: 590 anni e non sentirli

Roma, Nobile Collegio Chimico – Farmaceutico Universitas Aromatariorum Urbis 15 11 2014 SIMOH, Seduta Inaugurale del 68°Anno Accademico di Studi hahnemanniani. ©Musacchio & Ianniello

Roma, 2 aprile – Sono passati qualcosa come 590 anni da quando, il giorno 8 marzo del 1429, papa Martino V (ovvero Oddone Colonna, passato alla storia per aver posto fine allo scisma d’Occidente, lo scontro fra papi e antipapi per il controllo del soglio pontificio, che per una quarantina d’anni, dal 1378 al 1417, spezzò la Chiesa occidentale in due corpi autocefali, dividendo la stessa comunità dei fedeli fra “obbedienza romana” e “obbedienza avignonese”) promulgò la bolla pontificia che attribuiva alla corporazione degli speziali romani la Collegiata di San Lorenzo eretta all’interno dell’antico tempio romano edificato nel 142 d.C. dall’imperatore Antonino in onore della moglie Faustina.

Fu l’atto di nascita del Nobile Collegio Chimico Farmaceutico, il più antico sodalizio della professione farmaceutica del nostro Paese, che ha accompagnato per secoli (letteralmente) lo sviluppo della farmacia a Roma e non solo.

Comprensibile che coloro che hanno l’onore e l’onere di guidare l’antica istituzione abbiano deciso di festeggiare la ricorrenza, organizzando per mercoledì prossimo 10 aprile (ore 20.30) una cerimonia nella sede storica dei Fori Imperiali. La festa (ché di questo si tratta)  sarà aperta dal saluto di benvenuto del presidente Giuseppe Perroni (nella foto),  al quale seguira la celebrazione della santa Messa, presieduta dal Rettore mon. Victor Hugo Compean Marquez. Dopo il rito, sarà commemorata la figura del tesoriere e Nobile Collegiale Osvaldo Moltedo, recentemente scomparso. La serata proseguirà con una breve illustrazione dei lavori di restauro condotti nell’ultimo anno alle strutture e al ricco patrimonico storico e artistico del Collegio e con la consegna a Carla Sanna e Luigi Bellante degli attestati di nuovi accademici del Nobile Collegio.

I lavori saranno conclusi nel Museo del Nobile Collegio con un rinfresco, ocasione, spiega il presidente Perroni, per chiacchierate e riflessioni condivise “sulla tradizione tramandate dalla nostra storia plurisecolare e sulle attese di un futuro che desideriamo disegnare con tinte migliori”.

A significare che si possono anche avere 590 anni alle spalle, apprezzandone con piena consapevolezza lo straordinario lascito ma non sentendone il peso, e avere ancora voglia di gaurdare con fiducia e determinazione al futuro.