In crescita i consumi di equivalenti, valgono il 22% del mercato

Roma, 19 settembre – Aumenta anche in Italia il ricorso ai farmaci senza brevetto, ai quali sembrano progressivamente convertirsi – dopo ritardi storici – quote crescenti di italiani. Nei primi sei mesi del 2018, i farmaci equivalenti rappresentano il 22% dei consumi in farmacia, in crescita del 5,7% rispetto al primo semestre dello scorso anno. Ma resta un divario tra Nord e Sud del Paese. Ancora più marcata (più 27,7%) è la crescita dei farmaci biosimilari, utilizzati per curare n modo sempre più mirato ed efficace  malattie autoimmuni e  oncologiche.

A mettere a fuoco le tendenze nei primi sei mesi del 2018 è il report diffusoda Assogenerigi in occasione dell’Assemblea pubblica tenutasi ieri a Roma.

Equivalenti a quelli di marca, ma inferiori di prezzo e quindi in grado di far risparmiare sia i cittadini sia  il Servizio sanitario nazionale, i generici hanno potuto contare su numerose immissioni in commercio a seguito delle scadenze brevettuali decorse nel 2017. Complessivamente, il mercato dei farmaci equivalenti “vale” 1,84 miliardi di euro, corrispondenti al 17,6% del mercato farmaceutico nazionale, pari a circa 10,5 miliardi di euro. È concentrato essenzialmente in classe A (a carico dal Servizio sanitario nazionale) e soprattutto al Nord (36,5% delle confezioni vendute rispetto al 26,8% del Centro e 21,5% del Sud.

A guidare la classifica dei consumi è la provincia autonoma di Trento, con il 42,5% sul totale  delle unità dispensate in regime di Ssn, ma tutte le Regioni del Nord raggiungono quote superiori al 35% (in unità) dei consumi totali. Distanziati il Centro (26,8%  del mercato in unità, 20,2% a valore) e ancora di più il Sud (21,5% e 16,2%). I fanalini di coda sono la Calabria (19,5%) e la Basilicata (19,8%). Un dato significativo è rappresentato anche dai  561 milioni di euro di differenza di prezzo che i cittadini hanno pagato nel primo semestre 2018 per ottenere il farmaco branded a brevetto scaduto invece del corrispondente generico: l’incidenza più alta è in Sicilia (58 milioni di euro, pari al 15,6% della spesa regionale del semestre).

Notevole, come già accennato a inizio articolo, la crescita dei farmaci biologici non coperti da brevetto, ovvero molecole  complesse, prodotte in laboratorio all’interno di sistemi viventi. Nel primo semestre 2018, i 48 biosimilari in commercio in Italia hanno assorbito il 12% dei consumi nazionali, con una crescita complessiva del 27,7% rispetto al primo semestre 2017.