Dati Iss, depressione in lieve calo in Italia, ma il 40% non si cura

Roma, 28 maggio – Ruba due settimane al mese in termini di benessere psicologico, e più di una settimana per le cattive condizioni fisiche a cui si correla. La depressione è in lieve calo in Italia negli ultimi 10 anni, anche complice una parziale uscita dalla forte crisi economica iniziata nel 2008 ad avviso degli esperti, ma la situazione non è uniforme nel Paese e per classi di età.

Secondo quanto riferisce un lancio dell’Ansa, tra coloro che ne sono colpiti, soltanto sei su 10 chiedono aiuto. Gli adulti che riferiscono sintomi depressivi sono il 6%, mentre erano il 7,8% nel 2008 secondo quanto emerge dai dati pubblicati on line su Epicentro, il portale dell’epidemiologia per la sanità pubblica a cura dell’Istituto superiore di sanità, nell’ambito della sorveglianza Passi (Progressi delle aziende sanitarie per la salute in Italia).

L’indagine, che riguarda persone di età compresa tra 18 e 69 anni, rileva però che non dappertutto è così: la riduzione è meno significativa, perlomeno dal punto di vista statistico, al Sud. Inoltre, in Molise, Campania, Sardegna, Emilia Romagna e Umbria si registrano prevalenze più alte di persone con sintomi depressivi.

La depressione è più frequente  con l’avanzare dell’età (sfiora l’8% fra i 50-69enni), nelle donne (7%), e nelle classi socialmente più svantaggiate per difficoltà economiche o istruzione. Tocca l’8% in chi non possiede un lavoro regolare, fra chi ha almeno una malattia cronica (13%) e chi vive da solo (8%).

“Il trend in lieve diminuzione” spiega Massimo Cozza, direttore del Dipartimento di Salute mentale della Asl Roma 2 “può essere spiegato con la parziale uscita dalla drammatica crisi economica del 2008. Il dato del 40% delle persone che riferisce sintomi depressivi ma non si cura è allarmante – aggiunge – oggi c’è possibilità di guarigione e abbiamo efficaci possibilità terapeutiche. Si può e si deve chiedere aiuto“.