Influenza 2018-19, tre milioni i casi stimati, i consigli degli esperti

Roma, 7 novembre – Nell’ultima settimana di ottobre l’incidenza totale dell’influenza, in questa stagione 2018-19 appena cominciata, è stata di 1,17 casi per 1000 persone, con circa 71mila persone colpite, per un totale, dall’inizio della sorveglianza di circa 125mila casi. Numeri naturalmente ancora bassi per un’epidemia ancora agli esordi e che raggiungerà suo il picco, come ogni anno, nei mesi di dicembre e gennaio.

“In questo momento è difficile stabilire quanti saranno i casi di influenza quest’anno” spiega Massimo Andreoni, docente di Malattie infettive all’Università Tor Vergata di Roma e direttore scientifico della Simit, la Società italiana di Malattie infettive e tropicali “ma probabilmente non si discosteranno da quelli dello scorso anno, che sono stati più di tre milioni”.

I sintomi iniziali sono quelli noti, con il coinvolgimento prima delle alte vie aeree con raffreddore e lacrimazione e quindi di quelle basse con tosse e febbre. Frequenti anche i dolori muscolari, ai quali possono associarsi complicazioni, alcune volte gravi, che possono interessare il sistema cardiocircolatorio e il sistema nervoso centrale, oltre che una polmonite complicata da una sovrainfezione batterica.

“L’arrivo dell’influenza coincide sempre con un aumento spropositato dell’uso degli antibiotici”  mette in guardia Andreoni, ricordando che “l’influenza è una malattia virale e pertanto gli antibiotici, attivi contro i batteri, non hanno alcuna indicazione. Quindi solo nei casi complicati e dietro indicazione medica possono essere utilizzati gli antibiotici”.

“Per la cura dell’influenza esistono specifici farmaci antivirali attivi contro gli agenti dell’influenza” ricorda ancora Andreoni, “Per essere efficaci, devono essere utilizzati precocemente, nelle prime ore dell’infezione, e sono riservati a quei pazienti che sono a rischio di gravi complicanze. In tutti gli altri casi i farmaci da utilizzare sono anti-infiammatori delle prime vie aeree e antipiretici”.

L’influenza è pericolosa soprattutto per alcune categorie ritenute a rischio, esposte al rischio di molte complicanze, sino alla morte. Tra questi, i cardiopatici, i diabetici, le persone colpite da insufficienza renale cronica, e tutti coloro che hanno patologie croniche fortemente debilitanti. Inoltre sono considerati a rischio tutti gli over 65.

“Nessun alimento è in grado di prevenire l’influenza” spiega ancora  l’esperto della Simit. “Ma, se colpiti, un’alimentazione ricca di sali minerali e di vitamine, in particolare la vitamina C aiuta a guarire prima. È fondamentale ricordare che la vaccinazione rimane il principale strumento di prevenzione dell’influenza”.

Molto utile, inoltre, porre in atto le misure igieniche di protezione personale, namali e note a tutti, ma troppo spesso dimenticate. La Simit torna opportunamente a ricordare le principali: lavaggio delle mani (in assenza di acqua, uso di gel alcolici); buona igiene respiratoria (coprire bocca e naso quando si starnutisce o tossisce, trattare i fazzoletti e lavarsi le mani); isolamento volontario a casa delle persone con malattie respiratorie febbrili specie in fase iniziale; uso di mascherine da parte delle persone con sintomatologia influenzale quando si trovano in ambienti sanitari (ospedali).

“Nelle epidemie influenzali spesso vengono coinvolti anche i bambini più piccoli per i quali la frequentazione degli asili diventa un fattore di rischio per l’acquisizione dell’infezione” spiega ancora Andreoni.  “A tal fine è importante ricordare che il vaccino antinfluenzale è indicato per tutti i soggetti sopra i 6 mesi di età che desiderano evitare la malattia influenzale e che non abbiano specifiche controindicazioni; prima dei 6 mesi di vita il vaccino non è sufficientemente immunogenico”.

“È bene tenere presente che, la protezione indotta dal vaccino si realizza due settimane dopo l’inoculazione e perdura per un periodo di sei-otto mesi dopo i quali tende a declinare, quindi è necessario sottoporsi a vaccinazione antinfluenzale all’inizio di ogni nuova stagione influenzale” conclude Andreoni. “In questi giorni diventa quindi fondamentale che le persone a maggior rischio, in particolare i soggetti più anziani, eseguano la vaccinazione per trovarsi protetti nelle prossime settimane, quando ci sarà la massima circolazione dei virus influenzali”.