Integratori, ricerca-choc in USA: il 20% contiene sostanze proibite

Roma, 16 ottobre -Un’analisi condotta negli Stati Uniti da un team di ricerca composto da studiosi del California Department of Food and Agriculture, del California Epidemiologic Investigation Service (Cal Eis) e del California Department of Public Health, che ha analizzato a fondo i dati raccolti sugli integratori alimentari dalla FDA tra il 2007 e il 2016,  ha individuato la presenza di sostanze potenzialmente dannose e non dichiarate in quasi 800 integratori alimentari.

Lavorando sui dati della Food and Drug Administration (Fda) relativamente al periodo dal 2007 al 2016, la ricerca, pubblicata  il 12 ottobre da Jama Network Open, ha identificato ingredienti farmaceutici non approvati in 776 integratori alimentari, molti dei quali commercializzati per il miglioramento delle prestazioni sessuali,  la perdita di peso o l’aumento della massa muscolare.

Presentati e venduti come innocui prodotti per la supplementazione alimentare, negli integratori sono invece stati rintracciati farmaci e composti chimici nascosti di ogni genere, che possono rappresentare un grave pericolo per la salute di chi li consuma. Dallo studio, guidato dalla professoressa Jenna Tucker, sono emersi risultati scioccanti: circa il 20 percento di tutti i prodotti individuati conteneva più di una sostanza incriminata e, nonostante ciò, soltanto il 48 percento degli integratori adulterati è stato ritirato dal mercato. Poiché nella maggior parte dei casi si tratta/trattava di prodotti venduti su internet, molti di essi sono stati acquistati – e vengono acquistati tuttora – anche da consumatori italiani. Le aziende produttrici coinvolte sono ben 146.

Tra le molecole farmaceutiche non dichiarate identificate dai ricercatori, le più diffuse sono il sildenafil e il tadalafil negli integratori indicati per migliorare le prestazioni sessuali (353 prodotti); la sibutramina – un riduttore dell’appetito simile alle amfetamine – in quelli per perdere peso (317 prodotti) e steroidi sintetici anabolizzanti o ingredienti steroidei in quelli per aumentare la massa muscolare (92 prodotti). In pratica, in questi integratori non sono affatto le “erbe naturali” a dare eventuali benefici, ma i farmaci ben nascosti nei cicli produttivi.

Si tratta di sostanze pericolose e in qualche caso addrittura proibite o che comunque richiedono la prescrizione medica. La ricerca americana. al riguardo, lancia un warning:  gli ingredienti farmacologici contenuti in questi integratori, scrivono i ricercatori,  “possono causare potenzialmente gravi effetti avversi sulla salute a causa dell’abuso accidentale, dell’uso eccessivo o per l’interazione con altri farmaci, per le condizioni di salute sottostanti o per altri prodotti farmaceutici contenuti all’interno dell’integratore”.

Negli USA il 50 percento delle persone dichiara di consumare abitualmente gli integratori alimentari, che ogni anno portano a 23mila visite al pronto soccorso e a più di 2mila ospedalizzazioni. Circa il 75 percento dei prodotti finiti sul banco degli imputati veniva venduto online o per corrispondenza internazionale. Ciò porta gli scienziati a suggerire di acquistare gli integratori nelle farmacie, dove sono indubbiamente più sicuri, anche se Pieter Cohen, nutrizionista docente nella prestigiosa Harvard Medical School, suggerisce di orientarsi verso i prodotti che contengono un solo ingrediente, anche in ragione del fatto che gli integratori non sono soggetti e non subiscono gli stessi controlli adottati per i farmaci. La buona norma da non dimenticare mai, comunque, è quella di evitare l’acquisto di questi prodotti online, essendo incerti la loro origine e il loro profilo di sicurezza.