Interventi sui ticket, la frenata di Conte: “Se ne parlerà più avanti”

Roma, 3 ottobre – Se non è una sconfessione, è qualcosa che gli assomiglia molto: l’abolizione del superticket e la rimodulazione del ticket sanitario indicati dal ministro della Salute Roberto Speranza come obiettivi immediati della sua azione di governo, dovranno probabilmente aspettare ancora un po’.

Chiaro, al riguardo, il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte (nella foto) che, parlando della manovra, ieri si è soffermato proprio sulle due misure annunciate il giorno precedente da Speranza: “Gli interventi sul superticket e sul ticket sanitario sono programmati non domani mattina, ma in un arco di tempo più ampio” ha detto Conte. “Ricordo che il nostro progetto non scade a dicembre, ma è da attuare nel corso della legislatura e anche i tempi degli interventi sono da dosare nel corso dei prossimi mesi e anche degli anni”.

Da ambienti del governo, comunque, fanno sapere che il progetto non verrà fermato, ma servirà un arco di tempo maggiore che ancora non è stato definito.

La rimodulazione del ticket sanitario era stata annunciata ieri dal ministro della Salute, Roberto Speranza, spiegando che uno degli obiettivi era quello di “affrontare la legge di riordino della materia del ticket secondo un criterio di progressività. Chi ha di più deve pagare di più, chi ha di meno deve pagare di meno”. A questo si aggiunge il superamento del superticket, “un balzello di dieci euro – come spiegato sempre da Speranza – che non consente a troppi cittadini di accedere al sistema sanitario. Ci impegniamo a superarlo e mi impegnerò per farlo nel più breve tempo possibile”.

Sulla tema della rimodulazione dei ticket è intervenuto anche il presidente della Conferenza delle Regioni, Stefano Bonaccini, sostenendo di apprezzare “la volontà di andare progressivamente all’eliminazione del superticket”, ma esprimendo una maggiore cautela sulla prospettiva di parametrare il pagamento del ticket al reddito, che “andrà valutata”.

Il colpo di freno di Conte è stato invece apprezzato da Beatrice Lorenzin, ex ministro della Salute e oggi deputato del Pd, secondo la quale serive   più tempo per formulare entrambe le misure. La capogruppo al Senato di Forza Italia Anna Maria Bernini, si è invece pronunciata sulla decisione di tagliare le detrazioni sanitarie in base al reddito: “In questo modo” ha detto l’esponete di Fi “la stangata arriverà sulle spalle dei contribuenti onesti”.