Iqvia: nel 2021 metà del mercato in mano al 33% delle farmacie in catene

Roma, 15 febbraio – Un fotografia del presente che illustra anche il futuro prossimo. A scattarla è una stima di Iqvia, provider globale di informazioni, consulenza e tecnologia nel settore farmaceutico, sulle dinamiche di fondo che caratterizzano lo sviluppo delle catene. Ne riferisce l’ultimo numero di  Pharmacyscanner, il webmagazine settimanale edito da Giornalidea in partnership con Cosmofarma Exhibition e con la partecipazione della stessa Iqvia, dedicato in prevalenza al retail farmaceutico.

Tra soli due anni, nel 2021, riporta il webmagazine, le farmacie italiane di proprietà di catene reali non saranno più di una su dieci, ma assorbiranno quasi il 15% del mercato complessivo generato dal canale.  Le farmacie aderenti a catene virtuali “forti” (quelle che impongono agli esercizi affiliati condizioni stringenti) saranno decisamente più numerose, circa una su quattro, e in proporzione avranno una quota di mercato significativamente maggiore, pari a un terzo del totale (33%).

Una sorte decisamente meno fortunata, invece, sembra attendere le farmacie indipendenti, che rappresenteranno ancora la maggioranza del retail (56%, più di una su due) ma si divideranno una quota di mercato che non andrà oltre il 45,6%.

La stima di Iqvia,  scrive al riguardo Pharmaciscanner, “fotografa  con efficacia la dinamica di fondo che già oggi sta caratterizzando lo sviluppo delle catene: il mirino di chi compra è puntato sulle farmacie dai fondamentali migliori o dalle potenzialità più promettenti, dunque il peso che catene di proprietà e aggregazioni virtuali forti andranno a esercitare sull’intero canale – e sulla filiera – non sarà espresso dalla numerica ma dalle quote di mercato”.

“Oggi la divaricazione tra le due rappresentazioni è ancora impalpabile: catene reali e virtuali forti sommano il 12,6% delle farmacie oggi in attività e fanno il 13% del mercato, nel 2021 avranno il 36% degli esercizi ma genereranno il 48% del giro d’affari”  scrive ancora il settimanale, aggiungendo che “le farmacie indipendenti e virtuali “light” (cioè dalle condizioni di affiliazione soft) raggrupperanno nel 2021 il 64% delle farmacie ma assorbiranno non più del 52% del mercato”.

Dalla stima Iqvia, Pharmacyscanner fa discendere la conclusione che  “sarà il sell out la leva che progressivamente determinerà i rapporti tra industria e insegne, perché alle catene interesseranno soltanto i brand che si vendono. E generano market share”.