Latina, Nas stroncano traffico illegale di farmaci simil-viagra

Roma, 23 luglioA seguito di indagini partite nel giugno scorso, scaturite da specifici monitoraggi finalizzati al contrasto del commercio illegale di farmaci sui siti web, i carabinieri del Nas di Latina hanno proceduto a una serie di perquisizioni che hanno portato al sequestro di ingenti quantitativi di farmaci prodotti all’estero e privi di autorizzazione alla vendita, denunciando sei persone.   

I carabinieri, secondo quanto riferito ieri dalle cronache locali,  hanno dato esecuzione a sei decreti di perquisizione personale e locale emessi dalla Procura della Repubblica di Roma, nei confronti di altrettante persone, poi state denunciate per esercizio abusivo della professione di farmacista e illecita importazione e commercializzazione di farmaci.

Secondo quanto ricostruito dal Nas nel corso delle indagini, le sei persone erano dedite “all’importazione clandestina di farmaci di produzione extra Ue, privi di autorizzazione all’immissione in commercio, contenenti principi attivi farmacologici per il trattamento di disfunzioni erettili, acquistandoli tramite canali fidelizzati online e successivamente rivendendoli, a un prezzo superiore, mediante piattaforme di commercio on line e siti bacheca di annunci promozionali e di ‘incontri’, traendone illeciti guadagni”

Le perquisizioni sono state eseguite nell’Area metropolitana di Roma Capitale e a Nettuno dai carabinieri del Nas di Latina e di Roma, insieme ai colleghi delle Compagnie di Ostia, Tivoli e Anzio, e hanno permesso di confermare le ipotesi investigative, portando al sequestro di oltre 6.000 compresse di farmaci confezionate in blister privi di confezione esterna, “verosimilmente copie di medicinali originali di note marche regolarmente in commercio in Europa”. Prodotti farmaceutici che, se immessi nei circuiti del mercato nero, avrebbero comportato introiti per oltre 80mila euro.

Sono stati sequestrati anche computer, attrezzature informatiche e apparecchi telefonici cellulari, utilizzati per le attività illecite, insieme ad alcuni plichi postali ricevuti dagli indagati e altri destinati al riconfezionamento e spedizione di ordini ricevuti dalla propria “clientela”.