Lav, nasce il Banco veterinario per donare farmaci agli animali

Roma, 6 dicembre – Da sabato 8 a domenica 16 dicembre in tante piazze italiane e in alcune farmacie e ambulatori veterinari aderenti, si terrà il primo Banco farmaceutico veterinario: una raccolta di medicinali veterinari per poter aiutare gli animali che hanno bisogno di cure. L’iniziativa, intitolata #Curiamolitutti, gode del patrocinio del Ministero della Salute e dalla Federazione nazionale Ordini Veterinari italiani (Fnovi ed è organizzata dall’associazione animalista Lav, impegnata da tempo in una campagna finalizzata riduzione del costo dei farmaci veterinari, ritenuto eccessivo soprattutto se posto in relazione a quello dei farmaci per uso umano. Una petizione al riguardo può essere firmata sul web a questo indirizzo. 

Attualmente in Italia gli animali da compagnia risultano tassati quanto e più dei loro padroni, problema che riguarda anche gli animali ospitati nei rifugi. L’aliquota Iva per le prestazioni veterinarie e per il cibo è al 22%, tra le più alte d’Europa. Dal Rapporto Eurispes 2018, il 33% degli italiani intervistati ha dichiarato di aver limitato le proprie spese personali per sostenere i costi dei propri animali.

Non tutti, dunque, possono permettersi di mantenere un animale e quindi questo influisce negativamente anche sulle adozioni. Oltretutto il prezzo del farmaco veterinario può arrivare a costare in media cinque volte in più rispetto al corrispettivo ad uso umano, pur contenendo entrambi lo stesso principio attivo.  Il problema, oltre che i cittadini privati, riguarda anche i Comuni per il mantenimento e la cura degli animali all’interno dei canili. Si stima che nel 2017 la spesa sia stata di 147 milioni di euro.

Con il decreto legislativo n. 193/2006 il nostro Paese ha recepito la Direttiva europea 2001/82 recante il Codice Comunitario dei medicinali veterinari. La legge prevede che si debba utilizzare esclusivamente il medicinale registrato per la specie animale e per la patologia in questione. Se il medico veterinario  prescrivesse un farmaco umano per uso veterinario, rischierebbe una sanzione da 1.549,00 euro a 9.296,00 euro.  Anche se è prevista un’eccezione in caso di necessità: in mancanza di un medicinale veterinario autorizzato per curare una determinata affezione, infatti, il veterinario può, in via eccezionale, prescrivere un farmaco registrato in Italia per un’altra specie o per un’altra affezione nella stessa specie. Ma, appunto, si tratta di evenienze eccezionali: solo in assenza di tale farmaco l’animale può essere curato con un medicinale per uso umano.

Sono molti i farmaci veterinari di cui esiste l’equivalente per uso umano. E ogni confronto sui prezzi va a tutto svantaggio di quelli destinati agli animali: Per esempio un antibiotico a uso veterinario costa quattro volte in più rispetto all’analogo per uso umano contenente lo stesso principio attivo. O ancora un antiemorragico veterinario costa ben 26 volte di più rispetto al corrispondente farmaco umano, sempre con il medesimo principio attivo. Distorsioni che andrebbero corrette, e il prima possibile, nell’interesse dei miloni di cittadini che hanno animali di compagnia.

I cittadini potranno dare un loro contributo alla campagna #Curiamolitutti portando direttamente da casa farmaci inutilizzati, ancora integri e con almeno 8 mesi di validità, oppure acquistandone di nuovi e consegnandoli direttamente presso i banchetti dei volontari Lav o nelle farmacie ed ambulatori aderenti. Per reperire quelli più vicini, è sufficiente consultare l‘apposita pagina dedicata all’iniziativa dal sito della Lav.

I prodotti di cui si ha maggiormente bisogno sono: antiparassitari esterni ed interni, collarini antiparassitari, prodotti oftalmici, otologici, prodotti di supporto alle terapie antibiotiche ed integratori per diverse problematiche (gastro-intestinali, osteo-articolari ed altre). Questi verranno donati ai rifugi, gattili e persone bisognose che accudiscono animali.