M5S e Lega, dietrofront sui vaccini: resta obbligo per frequenza a scuola

Roma, 6 settembre – Alla fine, forse colpita dalla folgore di un’illuminazione come Saulo sulla via di Damasco, la maggioranza di governo ci ha ripensato:  l’obbligo vaccinale per la frequenza scolastica verrà confermato. Un emendamento in questo senso sarebbe già stato approntato e la maggioranza sta valutando una serie di altre proposte corretive presentate da diversi gruppi parlamentari per abrogare il comma del decreto Milleproroghe che rende non obbligatori i vaccini per i bambini di materne e asili. secondo quanto riferisce l’Ansa, i relatori delle Commissioni Bilancio e Affari costituzionali, Giuseppe Buompane e Vittoria Baldino, che stanno esaminando il provvedimento, potrebbero dare parere positivo.

“La maggioranza M5s-Lega della Commissione Affari sociali ha proposto la soppressione del comma 3 dell’articolo 6 del decreto legge che prevede la proroga dell’obbligo di vaccinazione per l’iscrizione scolastica. Si tratta di una clamorosa retromarcia e di una straordinaria vittoria della buona politica, della scienza e del buon senso” ha commentato il capogruppo Dem in commissione Affari sociali, Vito De Filippo. “Ieri, durante le audizioni, i medici, i pediatri e gli esperti degli Istituti superiori di Sanità, avevano contestato nel merito le ragioni di una scelta che metteva a rischio la salute dei bambini. E’ un successo importante ottenuto anche grazie al contributo decisivo dei parlamentari del Partito democratico”.

Plaude all’emendamento sull’obbligo dei vaccini per la frequenza scolastica l’Associazione dei presidi: “È una buona notizia”  afferma il presidente Antonello Giannelliche denota sensibilità da parte del Parlamento rispetto alle ragioni da noi esposte in audizione davanti alle Commissioni della Camera: avevamo rappresentato come Associazione presidi che l’ammissione negli asili e nelle scuole dell’infanzia dei bambini non vaccinati avrebbe comportato un rischio per la salute di quelli immunodepressi. È una grande vittoria di civiltà”. 

Anche il capo dello Stato Sergio Mattarella nel suo intervento all’apertura del meeting ‘Le due culture’ nel centro di ricerca Biogem, ha voluto in qualche modo esprimersi sul cambio di rotta governativo in materia di vaccini:  “Nei confronti della scienza non possiamo esprimere indifferenza o diffidenza verso le sue affermazioni e i suoi risultati” ha detto il presidente della Repubblica, suscitando l’applauso della platea.

Intanto sono in corso in tutta Italia controlli da parte dei carabinieri dei Nas nelle scuole per verificare la veridicità della documentazione presentata dalle famiglie in merito alle vaccinazioni obbligatorie per legge per la frequenza scolastica. I controlli, secondo quanto appreso e riferito dall’Ansa, sono partiti da martedì in nidi e materne e proseguiranno nei prossimi giorni anche negli altri istituti scolastici selezionati a campione. L’obiettivo è appunto individuare, a livello nazionale, eventuali casi di falsificazione della documentazione, sia che si tratti di autocertificazioni sia di certificati da parte delle asl di competenza. Casi di falsificazione si sono infatti già verificati in passato.

Secondo il segretario del Pd, Maurizio Martina, con il “dietrofront di Lega e Cinque Stelle è stata battuta la loro visione oscurantista. Resta l’obbligo. Grazie alle tantissime famiglie che si sono battute come noi per il diritto alla salute dei bambini e per la scienza”.

A indurre i due partiti della maggioranza a rinunciare sarebbero state le osservazioni dei vari esperti auditi sulla questione, concordi nell’indicare i rischi derivanti dalla proroga di un anno dell’obbligo vaccinale per le scuole dell’infanzia. Valutazioni evidentemente recepite dalla Commissione Affari sociali della Camera, che nel parere al decreto Milleproroghe ha testualmente riconosciuto che il differimento dell’obbligo “rischia di generare una certa confusione sul piano normativo anche in considerazione del fatto che entrerebbe in vigore ad anno scolastico già iniziato”.

Nel testo del parere si legge inoltre che “sarebbe sicuramente preferibile rimodulare le disposizioni in materia di prevenzione vaccinale intervenendo con una disciplina organica, attraverso un progetto di legge di iniziativa parlamentare da esaminare in modo approfondito e compiuto presso entrambi i rami del parlamento”, anziché sotto forma di emendamento a un decreto di proroghe.