Mancato rispetto turni, Tar a Ordine Caserta: “Sanzione ingiusta, risarcite la farmacista”

Roma, 19 marzo –  Il Tar della Campania, con la sentenza n. 1353/2019 pubblicata lo scorso 8 marzo, ha accolto il ricorso di una titolare di farmacia di Aversa, Carolina Pragliola, contro l’apertura, nel 2009,  di un procedimento disciplinare nei suoi confronti (poi conclusosi con una sospensione di 30 giorni dall’esercizio professionale) da parte dell’Ordine dei Farmacisti di Caserta per il mancato rispetto dei turni e degli orari di servizio.

La farmacia della dottoressa Pragliola – questa la contestazione dell’organismo professionale – rimaneva infatti aperta anche nei giorni in cui non era di turno, contravvenendo alle turnazioni stabilite  in precedenza con determinazione dirigenziale dell’Asl Caserta 2 del (maggio 2009. Nonostante una diffida della stessa Asl e un richiamo dell’Ordine, la farmacia aveva però continuato a osservare orari estensivi (peraltro notificati a Ordine, Asl e Comune), con le coseguenze del caso: il procedimento disciplinare, concluso con una condanna a trenta giorni di sospensione dall’attività, in seguito confermata  dalla Commissione centrale per gli esercenti le professioni sanitarie, e la chiusura del suo esercizio, disposta dalla Regione, dal 26 al 31 ottobre 2010.

Provvedimenti contro i quali la battagliera titolare della farmacia di Aversa oppone però ricorso in Cassazione. I giudici della Suprema Corte, nel 2013, accolgono le sue ragioni, facendo riferimento alla legge regionale 1/2007 della Campania, che stabilisce che anche”le farmacie non di turno hanno la facoltà di restare aperte”, e osservando che  “ […] la regolamentazione regionale, vigente ed applicabile al momento in cui sono state poste in essere le condotte sanzionate, non poteva giammai interpretarsi nel senso di limitare le facoltà di esercizio dell’attività di impresa del farmacista, ma soltanto nel senso di assicurare comunque un servizio minimo offerto alla generalità dei fruitori del servizio: nel senso, quindi, di prevedere ed imporre una apertura certa in determinati orari e turni settimanali, quale minima erogazione garantita, ma non anche di impedirla ai di fuori di quelli”, cassa il provvedimento disciplinare  comminato dall’Ordine e quanto ne è seguito.

Da qui la decisione della farmacista di rivolgersi ai giudici amministrativi, chiedendo non solo un risarcimento per i mancati incassi (poco più di 11mila euro) ma anche un ristoro di  ben 100mila euro per il danno morale e per lo stress psico-fisico subiti a causa della vicenda.

I giudici del Tar, con la sentenza citata in premessa, hanno accolto il suo ricorso, anche se soltantoo in merito al mancato introito per i giorni di chiusura forzata,  mentre hanno rigettato la richiesta del danno morale e biologico “in difetto di idonea dimostrazione probatoria”, non avendo la ricorrente “dato seguito a quanto dichiarato a chiusura del ricorso, laddove si era riservata di documentare ulteriormente i danni patiti”.

 

•La sentenza n. 1353/2019 del Tar Campania