Manovra, passa misura a sostegno delle farmacie a basso fatturato

Roma, 3 dicembre – Arrivano più fondi per ridurre le liste d’attesa nella sanità. Lo prevede un emendamento dei relatori alla Legge di bilancio 2019. La manovra, originariamente, stanziava 50 milioni di euro per ciascuno degli anni 2019, 2020 e 2021: con la modifica si passerà a 150 milioni per il 2019, 100 milioni per il 2020 e 100 milioni per il 2021. Le risorse necessarie arriveranno da una riduzione del Fondo per gli investimenti delle amministrazioni central (art. 15 della manovra).

Ma non è questa l’unica misura correttiva che governo e relatori hanno deciso di apportare in materia di  sanità in Commissione Bilancio: gli emendamenti presentati sono infatti ben  56 (15 del Governo e 41 a firma  dei relatori, dunque espressione in ogni caso della maggioranza). Tra questi, i più rilevanti sono certamente lo svincolo del miliardo aggiuntivo per il Fondo sanitario nazionale per il 2019 e lo spostamento del termine per l’intesa sul Patto per la salute, che scivola dal 31 gennaio al 31 marzo 2019.

Tra le misure più specificamente dedicate al settore dei farmaci, vanno segnalati il trasferimento nello stato di previsione del Mef dei fondi per i farmaci innovativi e la previsione di un decreto della Salute (di concerto con il Mef e sentita la Conferenza Stato-Regioni) per dettare i nuovi criteri e   modalità cui l’Aifa si dovrà attenere nel determinare, mediante negoziazione, i prezzi dei farmaci rimborsati dal Ssn. Il tema, come si ricorderà, fu uno dei cavali di battaglia del M5S (e in particolare dell’attuale titolare della Salute Giulia Grillo, nella foto) nella passata legislatura. L’emendamento prevede che dal 1° gennaio 2019 l’Aifa potrà riavviare, prima della scadenza dell’accordo con l’azienda titolare dell’Aic, le procedure negoziali per ridefinire l’accordo in essere, laddove intervengano variazioni del mercato, tali da prevedere un incremento del livello di utilizzo del medicinale, ovvero configurare un rapporto costo-terapia sfavorevole rispetto alle alternative presenti nel prontuario farmaceutico nazionale.

La novità di maggiore interesse per il settore delle farmacie, però, è quella contenuta nell’emendamento n. 41.029, che introduce disposizioni in materia di sconto per le farmacie a basso fatturato,  prevedendo due nuove scaglioni di fatturato entro i quali effettuare una riduzione degli sconti a carico dei farmacisti in favore del Ssn o il loro totale esonero. In dettaglio, sono esonerate dallo sconto tutte le farmacie con fatturato inferiore ai 150mila euro annui, mentre quelle con fatturato tra i 150mila e i 300mila godranno della riduzione dello sconto in misura del 60% già prevista dalla normativa vigente.
L’emendamento specifica che il calcolo del fatturato annuo va effettuato comprendendo:  il fatturato per i farmaci ceduti in regime di Ssn; la remunerazione del servizio di distribuzione per conto; il fatturato delle prestazioni di assistenza integrativa e protesica erogati in regime di Ssn e Ssr e le quote di partecipazione alla spesa a carico dell’assistito. Sono invece escluse dal calcolo del fatturato: l’iva, le trattenute convenzionali e di legge, gli importi trattenuti a titolo di sconto sul prezzo del farmaco nel determinare le somme da rimborsare alle farmacie convenzionate, la quota a carico dei cittadini ai sensi della legge 405/2001 e la remunerazione di ulteriori prestazioni per i servizi erogati dalle farmacie ai sensi della legge 153/2009.

Gli oneri sono calcolati in 4 milioni di euro e la misura, oltre a sostenere i piccoli presidi a basso fatturato, in particolare quelli operanti nei comuni più piccoli, sotto i mille abitanti, dove spesso rappresentano non solo l’unico servizio pubblico na anche l’unico segno della presenza dello Stato, si propone anche di annullare le sperequazioni in materia di  agevolazioni alle farmacie con fatturato annuo Ssn inferiore ai 300 milioni di euro,  garantendone l’applicazione uniforme  su tutto il territorio nazionale.
Da ultimo, ma non certo per importanza, va segnalato l’emendamento n. 42.037 , che contiene le attese  disposizioni per “mettere ordine” – come annunciato e spiegato nei giorni scorsi dalla ministra Grillo –  in materia di tetti di spesa farmaceutica, payback e controllo della spesa farmaceutica. Tra le misure più significative, quella che prevede che il 50% dello sfondamento del tetto di spesa per acquisti diretti dovrà essere ripianato dalle aziende farmaceutiche titolari di Aic, da ciascuna in proporzione alla sua quota di mercato. Il restante 50% del disavanzo a livello nazionale è a carico delle sole Regioni nelle quali viene superato il tetto, in proporzione ai rispettivi disavanzi. L’Aifa determinerà la quota di riparto attribuita da ogni azienda, ripartita da ciascuna Regione in proporzione alla quota di riparto del Fsn secondo il criterio pro capite. Il ripiano verrà effettuato entro 30 giorni dalla comunicazione tramite versamenti a favore delle Regioni. Sempre queste ultime, entro 60 giorni dalla scadenza dei termini di pagamento dovranno comunicare all’Aifa il mancato versamento.
Nel caso in cui le aziende non adempiano all’obbligo di ripiano, i debiti per acquisti diretti delle Regioni, anche per il tramite degli enti del Ssn, nei confronti delle aziende inadempienti, saranno compensati fino alla concorrenza dell’intero ammontare. Prevista anche una misura per il riequilibrio della finanza pubblica relativamente al ripiano del payback pregresso ( anni 2013-2015, 2016 e 2017).
Da segnalare la particolare soddisfazione espressa dai deputati M5S della Commissione Affari sociali a proposito delle innovazioni introdotte in materia di contrattazione del prezzo dei farmaci. “Dopo 17 anni siamo intervenuti per modificare i criteri per la contrattazione del prezzo dei farmaci fermi a una delibera Cipe del febbraio 2001″ scrivono in una nota i parlamentari pentastellati. “Con un emendamento dei relatori alla legge di Bilancio abbiamo previsto che con decreto del Ministero della Salute saranno dettati i criteri e le modalità a cui l’Aifa si dovrà attenere nella determinazione dei prezzi. Inoltre, già dal 1 gennaio 2019, prima della scadenza dell’accordo negoziale con l’azienda farmaceutica, l’Aifa potrà riconsiderare le condizioni dell’accordo in essere, nel caso siano intervenute variazioni di mercato tali da far prevedere un maggiore utilizzo del farmaco oppure che possano avere un rapporto costo-terapia sfavorevole rispetto a nuovi farmaci”.

“Il Ministro Grillo” conclude la nota “aveva promesso di rivedere la negoziazione dei farmaci puntando sulla trasparenza e soprattutto su un più agevole ed economico accesso ai farmaci da parte dei cittadini: un’altra promessa mantenuta all’insegna della sostenibilità del sistema”.