Manovra, analisi prima istanza in parafarmacia, resiste l’ipotesi

Foto LaPresse - Stefano Costantino 01/09/2016 Roma (ITA) Cronaca Conferenza stampa per comunicare la nomina di Vasco Errani a Commissario per la ricostruzione dopo il terremoto in centro Italia; Palazzo Chigi, Roma, Italia. Nella foto: Vasco Errani Photo LaPresse - Stefano Costantino 01/09/2016 Roma (ITA) Press conference to communicate the appointment of Vasco Errani Commissioner for reconstruction after the earthquake in central Italy; Palazzo Chigi, Rome, Italy. In the pic: Vasco Errani

Roma, 19 dicembre – Nel “corpaccione” a tutt’oggi indefinito della manovra di bilancio 2019 si riaffaccia la “parafarmacia dei servizi”, ovvero la possibilità per gli esercizi di vicinato abilitati alla vendita di farmaci di  “mettere a disposizione strumenti atti a effettuare misurazioni e prestazioni analitiche di prima istanza rientranti nell’ambito dell’autocontrollo e organizzare screening e campagne di prevenzione”.

È quanto prevede un emendamento al testo del provvedimento a firma del senatore Vasco Errani (Liberi e uguali, nella foto), sopravvissuto al vaglio della Commissione Bilancio di Palazzo Madama e dunque in corsa per concretizzare un’ipotesi che, non più tardi di un anno e mezzo fa, la Corte Costituzionale aveva bocciato con la sentenza n. 66 del 7 aprile 2017, statuendo l’illegittimità delle disposizioni della legge della Regione Piemonte n. 11/2016 che, appunto, aprivano anche alle parafarmacie la possibilità di utilizzare apparecchiature di autodiagnostica rapida per il rilevamento di prima istanza dei valori di trigliceridi, glicemia e colesterolo totale.

La proposta correttiva di Errani, ancora presente almeno fin qui nel fascicolo degli emendamenti ammessi dalla V Commissione, prevede che sia un decreto del ministero del Lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il ministero della Salute e d’intesa con la Conferenza delle Regioni a stabilire cosa, come e con quali limiti le parafarmacie potranno operare nel settore delle analisi di prima istanza. Esplicitamente esclusa, in ogni caso, l’attività di prescrizione e diagnosi, nonché il prelievo di sangue o plasma mediante siringhe o dispositivi equivalenti.

Resta ora da vedere quale sarà la sorte dell’emendamento, rimasto in corsa al contrario di quelli a firma Sileri e Romeo sul “paletto” alle società di capitale nella proprieta delle farmacie, ritenuti inammissibili dalla V Commissione per incompatibilità della materia. “Vizio” che, in tutta evidenza e se valgono gli stessi criteri, caratterizza anche l’emendamento Errani, che in più presenta l’aggravante della già ricordata  bocciatura della Consulta, che aveva evidenziato come  le disposizioni piemontesi che “sdoganavano” la parafarmacia dei servizi erano in contrasto “con i principi fondamentali della legislazione statale in materia di tutela della salute – alla quale è da ricondurre la disciplina del servizio farmaceutico – e viola pertanto l’articolo 117, terzo comma, della Costituzione”.  I servizi di autoanalisi, aveva statuito la Corte costituzionale nella sua sentenza, secondo quanto stabilito dalla legislazione statale, “sono possibili soltanto presso le farmacie, in considerazione del più esteso regime di obblighi, e di conseguenti garanzie per la salute dei cittadini, che gravano sulle stesse e che vanno ben oltre la mera presenza di un farmacista“. Una pronuncia che – aggiunta al fumus dell’incompatibilità della materia – rende impervio e problematico il cammino della misura introdotta nel testo della Legge di bilancio  dall’emendanmeto Errani.

Che, comprensibilmente, è stato salutato con grande favore dagli esponenti delle parafarmacie e, in particolare, dal presidente di Libere parafarmacie italiane Ivan Giuseppe Ruggiero, che molto si era impegnato, attraverso un’intensa attività di collaborazione con alcuni parlamentari di Leu (lo stesso Errani,  Pietro Grasso e la deputata Michela Rostan) per raggiungere l’obiettivo della “parafarmacia dei servizi”, che – a giudizio del presidente di Lpi, “è un passo importante vers l’abolizione delle disuguaglienze nella sanità italiana”  e consente ai cittadini di “avere a disposizione ulteriori canali di accesso per monitorare la loro salute (…), mettendo in campo un principio fondantale della tutela della salute pubblica che è quello della prevenzione”.

“Ora bisogna avere fiducia nelle successive dinamiche della Legge di Bilancio”, scrive Ruggiero in un comunicato stampa, facendo riferimento all’atteso maxiemendamento governativo e all’esame conclusivo in Aula previsto per la fine della settimana. Se e quanto si tratti di una fiducia ben riposta lo si scoprirà molto presto.