Manovra sanità, Regioni protestano. Grillo: “Serve collaborazione”

Roma, 2 novembre – Si va perturbando il clima dei rapporti tra Conferenza delle Regioni e ministero della Salute. Il casus belli, manco a dirlo, sono le risorse  per la sanità messe a disposizione della manovra. Ritenute insufficienti dalle Regioni, che rappresentarono le loro valutazioni e preoccupazioni alla titolare della Salute Giulia Grillo (nella foto) nel corso di un incontro tenutosi nella sede della stessa Conferenza lo scorso 18 ottobre, dove la ministra aveva avuto modo di presentare le linee degli interventi sul bilancio nel prossimo triennio e in particolare nel prossimo anno.

Alla Grillo, nell’occasione, erano state poste tutta una serie di questioni urgenti rimaste di fatto prive delle necessarie risorse, a partire dal rinnovo del contratto dei medici per finire alla spesa farmaceutica innovativa, passando per i vincoli sul turn over e per le borse di specializzazione, le previsioni sul cosiddetto pay back e l’edilizia sanitaria. Questioni tutte dettagliate in un documento predisposto dall’assessore Sergio Venturi a nome di tutti gli assessori regionali alla Sanità e consegnato alla ministra, e sulle quali si era registrata un’intesa con il Governo “per trasformare tagli in possibili investimenti”.

Il presidente della Conferenza delle Regioni Stefano Bonaccini ha dovuto ribadire gli stessi rilievi e preoccupazioni due giorni fa, in occasione dell’invio della Legge di bilancio 2019 al Quirinale dopo la “bollinatura” della Ragioneria dello Stato, appena verificato che poco o nulla era cambiato in materia di finanziamenti al Fsn rispetto a quanto già noto e discusso con la titolare della Salute. Scontate, e inevitabilmente inasprite nei toni, le dichiarazioni di Bonaccini, che ha parlato senza mezzi termini di  “piena insoddisfazione delle Regioni“, manifestando anche sorpresa e  delusione per la mancata convocazione da parte della ministra di un ulteriore incontro, a strettissimo giro da quello del 18 ottobre, per ragionare su come concretizzare l’intesa raggiunta in quell’occasione sulla necessità di implementare i finanziamenti per la sanità con risorse aggiuntive e “per
trasformare tagli in possibili investimenti”.

“Non abbiamo neppure potuto avere un ulteriore incontro come avevamo chiesto” ha detto al riguardo Bonaccini, lamentando che non è arrivata nessuna risposta e chiedendo alla ministra Grillo “un incontro immediato  perché abbiamo bisogno di sapere cosa si vuole fare”.

Una sortita alla quale, però, la titolare della Salute risponde piccata, rilanciando la palla delle responsabilità  (a partire da quella del mancato incontro dopo il 18 ottobre) nel campo delle Regioni. Alla scorsa Conferenza Stato-Regioni ho ribadito la mia ferma volontà di portare più risorse per la sanità, e penso di esserci in parte riuscita” afferma infatti in una nota Grillo, senza ulteriori dettagli in ordine alle asserite risorse aggiuntive, sia pure parziali. “Contestualmente, come promesso alla fine dell’incontro di due settimane fa, ho avviato un’interlocuzione con le Regioni che hanno predisposto un primo documento alla nostra attenzione, poi da noi trasmesso al Mef per le opportune valutazioni. Di questo passaggio, datato 22 ottobre, ho informato personalmente il presidente della Conferenza delle Regioni Bonaccini. Nel frattempo” continua la ministra “senza coinvolgerci minimamente, le Regioni hanno preparato un secondo documento inviato poi direttamente alla Ragioneria del Mef. Questi sono i fatti”.  Che, a giudizio della titolare della Salute, rendono incomprensibile “l’attacco politico che mi arriva dal presidente Bonaccini”.  Che la ministra si augura comunque di  “vedere il prima possibile, visto che ho chiesto di incontrarlo due mesi fa”.

“Abbiamo portato nella legge di bilancio, oltre all’incremento programmato del Fsn altre risorse per la riduzione delle liste d’attesa, la formazione post laurea dei medici, la ricerca, l’edilizia sanitaria” afferma ancora la titolare del dicastero. “Cifre che vanno ad aggiungersi al miliardo aggiuntivo al Fondo. Per quanto riguarda il fondo per i farmaci innovativi, abbiamo avviato qualcosa di molto più complesso, ossia un tavolo di esperti per il ridisegno della governance farmaceutica che mette mano con presupposti del tutto inediti all’intera filiera, recuperando risorse per le terapie più costose a vantaggio dei cittadini. E come scritto nella legge di Bilancio” conclude sul punto Grillo  “entro il mese di gennaio sottoscriveremo con le Regioni il nuovo Patto della salute con nuovi impegni e nuovi obiettivi”.

“Ho sempre sostenuto che avremmo trovato per il 2019 più risorse del miliardo previsto e che avremmo inaugurato un nuovo modo di lavorare” chiude la ministra “in grado di superare la retorica del ‘cappello in mano’, recuperando le risorse da fondi presenti e mai assegnati e ridisegnando la spesa, cancellando sprechi e ridondanze”.