Mobilitazione europea contro il “commercio” della salute

Roma, 3 aprile – Lo European Network against the Commercialization and Privatization of Health and Social Protection ha organizzato ieri a Bruxelles a Place de Luxembourg una manifestazione, seguita da una conferenza stampa al Parlamento europeo, per affermare ancora una volta che la salute dei cittadini non è in vendita e non può in ogni caso essere oggetto di mercificazione. L’iniziativa ha inaugurato una settimana tutta dedicata a contrastare la deriva di  privatizzazione e commercializzazione della sanità e della protezione sociale che si registra  in tutta Europa, sulla spinta di politiche neo-liberali che spingono anche la tutela della salute in direzione del mercato, settimana che culminerà il 7 aprile, in occasione del World Health Day,  con una mobilitazione in tutta Europa finalizzata a ricordare che la tutela della salute per tutti i cittadini può essere raggiunta solo attraverso la solidarietà e l’azione collettiva contro gli interessi aziendali e privati.

L’obiettivo delle iniziative della Rete europea contro la privatizzazione e commercializzazione della sanità e della protezione sociale (della quale, in Italia, fa parte Medicina Democratica), condotte insieme al People’s Health Movement Europe, è quello di sensibilizzare l’opinione pubblica al fine di scongiurare i gravi rischi, attestati dalla realtà vissuta in numerosi Paesi, ai quali espone la commercializzazione della sanità, con effetti disastrosi sull’accessibilità alle cure (geografiche, economiche, di tempi, culturali) e dunque con la crescente esclusione di gruppi importanti di popolazione, fra i quali le donne, i giovani, i disoccupati, gli anziani, le persone con handicap, i migranti, dalla tutela della salute e dalla protezione sociale.

Le conseguenze sono facilmente intuibili, prime tra tutte la precarizzazione, la paura e la rassegnazione, che sono terreno fertile per le speculazioni politiche di chi (in assenza di una percepibile politica sociale europea) indica proprio nell’Europa la causa prima se non l’unica  responsabile di questi mali.

Da qui la necessità di riaffermare, con più forza di prima, la necessità di proteggere e rendere universale il patrimonio sociale europeo formato dai sistemi sanitari e di protezione sociale come la previdenza, ma anche le politiche sociali finalizzate ad agire sui determinanti sociali della salute (scuola, casa, condizioni di lavoro, ambiente,…), così come proclamato dalla Carta Sociale europea.

Al riguardo, la Rete europea contro la privatizzazione e commercializzazione della sanità e della protezione sociale, in vista delle ormai vicinisissime elezioni europee del 26 maggio, ha deciso di rivolgersi direttamente ai candidati al Parlamento europeo, chiedendo di sottoscrivere una circostanziata dichiarazione di impegno. Qui di seguito il testo.

 

Con questa dichiarazione cl impegniamo a difendere ed estendere un sistema sanitario e di protezione sociale che forniscono servizi accessibili, affidabili, di qualità e non commerciali a tutta la popolazione con dei finanziamenti adeguati, in un’ ottica solidale, verso un’europa realmente sociale.

I principi che difendiamo:

  • La salute è uno stato di benessere fisico, mentale,sociale, culturale ed ecologico, e non è solo l’assenza di malattia o infermità.
  • La salute e la protezione sociale sono diritti umani universali che devono essere considerati nei loro aspetti più ampi e completi, compresi i fattori determinanti della salute.

Questo è il motivo per cui il diritto alla salute e alla protezione sociale richiede l’intervento del settore sanitario, ma anche di molti altri settori sociali, ambientali ed economici. Le scelte politiche, europee o nazionali, devono essere fatte per garantire a tutta la popolazione, indipendentemente dalla zona geografica, servizi di prossimità accessibili, affidabili, di qualità, non commerciali e democratici finanziati da un sistema solidaristico.

Ecco perché, in quanto parlamentare, che rappresenta i cittadini europei, mi impegno a contrastare lo smantellamento dei sistemi universali di protezione sociale e della salute, difendendo le seguenti linee di azione:

1. Assicurare finanziamenti sufficienti per i servizi sanitari pubblici e non di mercato degli Stati membri,garantendo un sistema di solidarietà sociale, con dei servizi pubblici di qualità e accessibili per tutti
2. Proteggere la popolazione dagli abusi commerciali, perché la salute e la protezione sociale sono beni comuni e non sono in vendita
3. Garantire l’accessibilità finanziaria,geografica, temporale e culturale alla salute per tutte le popolazioni,senza restrizioni di alcun tipo,tenendo conto delle realtà locali
4. Stimolare la democrazia coinvolgendo la società civile, i lavoratori.trici e i beneficiari nella definizione degli obiettivi e dei mezzi delle politiche sanitarie

5. Migliorare la salute tenendo conto dei determinanti sociali, ambientali ed ecologici della salute,attraverso l’esistenza di una serie di diritti reali per l’intera popolazione
6. Orientare una politica dei farmaci al servizio della popolazione e non delle multinazionali farmaceutiche.