Morbillo, altri due decessi in Sicilia, nel 2018 registrati 2248 casi

In entrambi si trattava di persone non vaccinate e la morte è avvenuta per arresto cardiocircolatorio.  I due soggetti colpiti presentavano, al momento dell’infezione, alcune patologie di base che ne compromettevano il sistema immunitario. I casi sono stati resi noti adesso poiché, nonostante la sorveglianza preveda l’aggiornamento degli esiti a distanza di 30 giorni dalla segnalazione, a volte l’accertamento della causa di morte può richiedere tempi più lunghi.

Gli oltre duemila casi registrati da gennaio ad agosto coinvolgono gran parte delle Regioni italiane, anche se a far la parte del leone è la Regione Sicilia con 1.116 casi segnalati e un’incidenza pari a 333 casi per milione di abitanti.

Dal bollettino emerge anche che sebbene l’età mediana dei casi sia pari a 25 anni, circa un quinto dei casi (429) sono stati segnalati in bambini di età inferiore a 5 anni, di cui 138 avevano meno di un anno di età. Il 91,1% dei casi totali era non vaccinato al momento del contagio e il 5,5% aveva effettuato una sola dose di vaccino. La metà dei casi ha sviluppato almeno una complicanza e quasi il 60% è stato ricoverato.

“Questi dati ribadiscono l’importanza della vaccinazione come misura di prevenzione in generale e, in particolare, nei bambini e nei giovani adulti” scrive l’Iss in una nota alla stampa. “Infatti, in Italia, il morbillo ha ancora un impatto di salute elevato in termini di complicanze e decessi”.

Nonostante l’aumento delle coperture vaccinali nel 2017 faccia ben sperare soprattutto nella riduzione dei casi nei bambini molto piccoli, conclude l’Iss, “è necessario mettere in atto iniziative supplementari rivolte alle popolazioni suscettibili sopra i 2 anni (adolescenti, giovani adulti, soggetti a rischio) e aumentare anche la consapevolezza dell’importanza della vaccinazione anche tra gli operatori sanitari tra i quali si registra ancora un numero elevato di casi (334 nel 2017 e 98 nel 2018)”.