Morra (Adf): “Carenze, la causa del problema non è il parallel trade”

Roma, 4 settembre –“L’Italia è un Paese produttore ed esportatore di farmaci e quindi anche i grossisti possono legittimamente esportare, qualora non vi sia uno specifico provvedimento. Ma le industrie per alcuni prodotti tagliano anche dell’80% gli ordini dei grossisti”, che ne ricevono meno di quelli richiesti. “Ecco come si arriva alla carenza sul territorio”.

La diagnosi  che alleggerisce le responsabilità del parallel trade e chiama più pesantemente in causa le responsabilità logistiche dell’industria  – riproposta nella sintesi riportata qualche giorno fa da Adn Kronos –  è di Alessandro Morra,  presidente di Adf, l’Associazione distributori farmaceutici che insieme a Federfarma Servizi rappresenta le aziende della distribuzione intermedia dei farmaci.

Tornando sul tema delle carenze di medicinali, Morra ha ribadito che si tratta di un fenomeno europeo: “Secondo un sondaggio del Pharmaceutical group of the European Union (Pgeu),  21 Paesi ne hanno sofferto nel 2018” ha spiegato il presidente Adf. “Non è limitato ai Paesi con prezzi bassi, ma è presente anche in quelli con prezzi più alti come la Germania e il Regno Unito, quindi non può essere addebitata all’esportazione parallela. Persino l’Agenzia europea Ema ha dovuto avviare una rubrica sul proprio sito per segnalare le ‘rotture’ in fase di produzione, soprattutto di quella delocalizzata in Paesi dell’Estremo Oriente, dove la burocrazia e i successivi controlli sanitari delle case produttrici possono provocare interruzioni e ritardi. Anche l’Agenzia italiana del farmaco è sempre più attenta a tutta la serie di problematiche che riguardano la fase produttiva”.

“L’Aifa” evidenzia ancora il presidente Adf  “può ora emettere uno specifico provvedimento per bloccare temporaneamente l’esportazione di un prodotto e questa misura ci trova favorevoli. Andrebbe anche verificato che le industrie immettano sul mercato una quantità di prodotto sufficiente a soddisfare la richiesta del territorio. I dati della domanda potrebbero essere rilevati tramite la ricetta elettronica”.

“Infine”  conclude Morra  “si potrebbe facilitare l’importazione dall’estero da parte dei grossisti, oltre che degli importatori, di quei prodotti di cui l’industria preannunci un’interruzione produttiva”.