60mila intossicazioni acute nel 2018 , quasi la metà dovute ai farmaci

Roma, 29 marzo – Sono numeri davvero rilevanti, quelli diffusi dal congresso umbro della Società italiana di Medicina di emergenza e urgenza pediatrica (Simeup), in corso a Perugia: in Italia, nel 2018, si sono registrati ben 60mila casi di intossicazioni attive, un terzo delle quali a carico di bambini e adolescenti. Farmaci, cibo, ma anche detersivi e piante le cause principali di quelle che, per la Simeup, è un vero è proprio allarme.

Nel nostro Paese, riporta un lancio Ansa che riferisce dell’evento, le intossicazioni acute in età pediatrica costituiscono il 3% dei ricoveri ospedalieri e il 7% dei ricoveri d’urgenza. Nausea, vomito, tachicardia, cefalea, fino a perdita di coscienza e convulsioni: questi i principali sintomi, che possono manifestarsi immediatamente dopo l’ingestione/inalazione o nell’arco delle successive 12-48 ore.

Nell’88% dei casi l’ambito domestico è il luogo principale in cui avviene l’intossicazione, e più spesso accade mentre i genitori sono impegnati nella preparazione dei pasti, quindi meno attenti alla sorveglianza dei bambini. Nel 45% dei casi la causa è uno scorretto uso di farmaci, inteso come uso eccessivo o mix di più principi attivi. A seguire prodotti per le pulizie (26%), pesticidi (7%), alimenti (4,7%), piante (2,3%).

Davanti a un sospetto di avvelenamento è indispensabile individuare la tipologia della sostanza tossica e consultare immediatamente il pediatra o recarsi in un Pronto Soccorso” commenta Susanna Esposito, coordinatore scientifico del Congresso Simeup Umbria e ordinario di Pediatria all’Università di Perugia. “È fondamentale portare con sé il contenitore della sostanza, accertarsi della quantità ingerita e del tempo trascorso dall’assunzione”.

Nella maggior parte dei casi, gli avvelenamenti potrebbero essere evitati seguendo precise regole come conservare i prodotti potenzialmente tossici fuori dalla portata dei piccoli, conservare i farmaci nella confezione originale e non lasciarli incustoditi, non ingerire bacche o parti di piante.