Nuova governance, TdM: “Oltre alla spesa, occhio alle disuguaglianze”

Roma, 14 dicembre – Un conto è garantire un corretto governo della spesa farmaceutica, impegno assolutamente doveroso e ncessario, anche al fine di ridurre il peso della spesa privata che i cittadini sostengono per l’acquisto dei farmaci. Altra faccenda è garantire equità nell’accesso ai farmaci per tutti gli italiani. E se il documento presentato dalla ministra Grillo nei giorni scorsi si occupa meritoriamente della prima necessità, trascura invece la seconda.

Questa, in sintesi, la valutazione di Tonino Aceti (nella foto),  coordinatore del Tribunale dei Diritti del malato di Cittadinanzattiva, sulla nuova governance farmaceutica. Aceti sottolinea, in particolare, la carenza nelle indicazioni del documento, “che sono politiche e non solo tecniche”, di un esplicito mandato finalizzato  alla riduzione delle iniquità. Per questo, auspica una  ‘fase 2’  “mirata a garantire la riduzione delle disuguaglianze”.
Il responsabile del TdM, al riguardo, è prodigo di suggerimenti, dei quali offre una sintesi un articolo pubblicato ieri da Sanità24.

Il primo, alla luce del fatto che le disuguagliane in materia di accesso ai farmaci derivano essenzialmente dalla differente applicazione nelle Regioni delle indicazioni dell’Aifa, è quello di rivedere la composizione interna dell’Agenzia, prevedendo “una maggiore presenza delle Regioni stesse nelle commissioni e più ampia condivisione nei sistemi di valutazione e rimborso dei farmaci. Si trovi la quadra per far sì che i lavori di Aifa siano espressione forte anche delle Regioni, ma una volta che una decisione è presa, si faccia in modo che sia cogente anche sul territorio”.

Un’altra importante indicazione riguarda il Prontuario nazionale, che finalmente – è uno degli impegni centrali della nuova governance – sarà rinnovato e costantemente aggiornato. Prospettiva necessaria, ma secondo Aceti non sufficiente:  la richiesta è quella di rendere “vincolanti” su tutto il territorio nazionale i contenuti del nuovo Ptn: “Visto che nelle Regioni ci sono prontuari vincolanti e non vincolanti, se devi garantire equità devi rendere il Prontuario nazionale cogente per tutti” afferma il coordinatore del TdM. “Aggiungo che in tutta questa partita il delisting va fatto in modo ragionato, senza aggravi di costi per i cittadini. Assistiamo a situazioni in cui il delisting ha avuto l’effetto di ‘tirar fuori’ dalla rimborsabilità farmaci che per alcuni pazienti cronici non era possibile sostituire. Chiediamo che a prevalere, in questa valutazione, siano ragionamenti clinici e non puramente economici. Un delisting ‘ragionato’ non incide sulla libertà del medico, che potrà continuare a decidere in scienza e coscienza, e con un delisting ragionato garantiremo a tutti i pazienti di non avere aggravi di costi”.

“Diciamo no alla standardizzazione della prescrizione e dell’assistenza” continua Aceti. “Ben vengano equivalenti e biosimilari, ma a patto che al centro ci sia comunque la possibilità del clinico di sceglierli rispetto all’individuo che ha davanti. La standardizzazione della prescrizione e dell’assistenza che parte dall’assunto secondo cui un cittadino è uguale all’altro, rischia di essere pericolosa. Anche qui, va data al clinico la possibilità reale di scegliere al meglio la persona che ha davanti“.

Aceti si preoccupa anche di capire che cosa accadrebbe, alla luce della nuova governance,  nel momento in cui una Regione si discostasse da un Lea farmaceutico. “Sappiamo bene che le Regioni spesso rivedono e integrano le indicazioni dell’Aifa”  osserva l’esponente di Cittadinanzattiva. “Vanno stabiliti dei criteri precisi di intervento da mettere in campo nel momento in cui le Regioni si discostano dalla linea nazionale”.

L’ultimo rilievo è dedicato a un tema molto sentito da Cittadinanzattiva, quello relativo al riconoscimento di un ruolo, nel governo del farmaco, alle associazioni di cittadini, alle quali il documento sulla nuova governance riserva invece solo un rapido passaggio: “Vanno valorizzate l’esperienza, la competenza e il polso della situazione che le associazioni dei cittadini hanno sul territorio” afferma Aceti. “Noi siamo in grado di fornire informazioni dettagliate, così come di indicare possibili miglioramento. Nel documento del ministero è invece molto riduttivo il ruolo delle associazioni: si istituisce un tavolo di consultazione, senza entrare nel dettaglio. Noi chiediamo che si definisca una partecipazione molto più attiva”.

In conclusione, Aceti commenta anche l’annuncio della ministra Grillo relativo a due miliardi di possibili risparmi sulla convenzionata da ridestinare a ticket e liste, esprimendo un evidente scetticismo: “I risparmi si attueranno negli anni”  taglia corto Aceti “e i cittadini ne hanno bisogno subito, perché come emerge dal nostro ultimo rapporto Pit-Salute, tempi e costi continuano ad affliggere i cittadini”.