Nuovo governo M5S-Pd, oggi consultazione su piattaforma Rousseau

Roma, 3 settembre – Una bozza di programma in ventisei punti, primo tra tutti la Legge di bilancio 2020, che dovrà centrare l’obiettivo vitale di  sterilizzare l’aumento dell’Iva. In fondo alla lista (e la cosa non farà ovviamente piacere alla sindaca Virginia Raggi)  l’impegno comune a risolvere almeno qualcuno degli enormi problemi di Roma, così da renderla una capitale degna di questo nome, capace di tornare a essere attrattiva per i visitatori e “sempre più vivibile e sostenibile per i residenti”.

Questi, in estrema sintesi, i contenuti del testo a cui stanno lavorando M5S e Pd in vista della nascita del governo. Ad anticiparli, pubblicando sul blog del Movimento il documento intitolato  “Linee di indirizzo programmatico per la formazione del nuovo governo” (avvertendo in ogni caso che si tratta di una “bozza di lavoro che riassume le linee programmatiche che il premier incaricato sta integrando e definendo”) è stato lo stesso M5S, allo scopo di informare i votanti della piattaforma Rousseau, che oggi dovranno pronunciarsi sul  quesito “Sei d’accordo che il MoVimento 5 Stelle faccia partire un Governo, insieme al Partito Democratico, presieduto da Giuseppe Conte?”.

La consultazione della base grillina, dopo gli incontri tra le rappresentanze dei due partiti protrattisi ieri fino a notte, sembrerebbe ormai essere l’ultimo ostacolo sulla strada del nuovo governo, prima che il presidente del Consiglio incaricato salga al Quirinale per sciogliere la riserva.

Continuano intanto la ridda delle ipotesi sulla composizione del nuovo esecutivo: i nomi più quotati continuano a essere quelli in circolazione già da diversi giorni. Tramontata l’ipotesi dei vicepremier, diventa cruciale la casella del sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, dove resta in pole position il nome del pentastellato Vincenzo Spadafora, che dovrebbe avere anche la delega alle Pari opportunità. Altri nomi, sullo sfondo, quelli di Roberto Chieppa, attuale segretario generale di Palazzo Chigi e di Riccardo Fraccaro, per il quale sembra però più probabile l’affidamento di un ministero.

Per il dicastero-chiave dell’Economia avrebbe guadagnato molte posizioni il nome di un tecnico, Dario Scannapieco, 52 anni, vicepresidente della Bei. Il Pd sembrerebbe però più orientato a un profilo politico. In calo le quotazioni di Carlo Cottarelli, mentre sarebbe ancora in corsa Daniele Franco, vicedirettore generale di Bankitalia.

Allo Sviluppo economico, che Di Maio dovrebbe lasciare per occupare la casella della Difesa (o, secondo le ultime voci, degli Esteri), resta molto forte la candidatura di Paola De Micheli, 46 anni, ex sottosegretaria di Gentiloni e attuale vicesegretaria del Pd.

Per quanto riguarda la Salute, il dicastero rientrerebbe (insieme a Giustizia, Sud e Ambiente) tra quelli per il quali il M5S sembra fermamente deciso a ottenere la riconferma dei ministri della precedente esperienza di governo. Se così fosse, il dicastero continuerebbe dunque a essere presidiato da Giulia Grillo (nella foto).