Obbligo di iscrizione contestuale Albo-Enpaf, protesta Codacons

Alla scarsa partecipazione alla protesta, promossa e organizzata da alcune sigle di farmacisti non titolari (Afant di Torino, Assofant di Caserta e Assofant di Salerno) e supportata dall’Associazione cumulo e casse professionali, ha fatto però da contraltare la decisione di Codacons, il Coordinamento delle associazioni per la difesa dell’ambiente e dei diritti degli utenti e dei consumatori presieduto da Carlo Rienzi,  di schierarsi a fianco dei farmacisti scesi in piazza, promuovendo una raccolta di adesioni per avviare un’azione legale finalizzata ad ottenere l’abolizione dell’obbligo di iscrizione all’Enpaf.

A comunicare l’iniziativa è un comunicato diffuso ieri dallo stesso Codacons: “Nel giorno in cui i farmacisti, dipendenti e disoccupati, scendono in piazza per manifestare contro l’obbligo previdenziale Enpaf, contestuale con l’iscrizione all’albo dei farmacisti, Codacons scende in campo in loro favore raccogliendo adesioni ad un’azione legale finalizzata ad ottenere l’abolizione dell’obbligo” si legge nella nota, che fa riferimento ai contenuti della protesta così come illustrati nel volantino diffuso dagli organizzatori sulle piattaforme social,  dove viene espresso “il malcontento per l’obbligo di pagamento per una seconda previdenza e per il regolamento Enpaf che li penalizza fortemente”.

In particolare, i manifestanti dicono no all’obbligo Enpaf “viste le retribuzioni non in linea con la statura professionale”, alle modifiche del regolamento “come il riscatto degli anni di laurea ante 1988”, no alla “trappola regolamentare della perdita della riduzione”, “all’impossibilità di restituzione dei contributi versati all’Enpaf per i farmacisti dipendenti, senza i requisiti richiesti”, “alla quota fissa per i farmacisti liberi professionisti senza riduzione per i bassi redditi” e “al requisito dei 20 anni di esercizio per la pensione Enpaf”.

Secondo Codacons, l’obbligo di iscrizione “penalizza tutti i farmacisti dipendenti, ma soprattutto le fasce più deboli della categoria come i disoccupati, i precari e i part time. I farmacisti dipendenti nuovi iscritti dal 2004 versano già un contributo a fondo perduto detto contributo di solidarietà, non utile a fini pensionistici ma solo a fini assistenziali. Elemento ancor più grave è che il sistema dell’Ente è a contribuzione fissa e prestazione definita e dunque non prevede aliquote contributive proporzionali al reddito, ma un fisso uguale per tutti”.

Questo, afferma Codacons, “si pone in contrasto palese con l’art. 38 della Costituzione che sancisce: I lavoratori hanno diritto che siano preveduti ed assicurati mezzi adeguati alle loro esigenze di vita in caso di infortunio, malattia, invalidità e vecchiaia, disoccupazione involontaria. Gli inabili ed i minorati hanno diritto all’educazione e all’avviamento professionale. L’iniziativa è pertanto finalizzata a ottenere che l’obbligo di iscrizione all’Enpaf venga imposto solo a coloro che esercitano l’attività professionale e sono privi di altra copertura previdenziale, mentre, per tutti coloro che risultano per legge soggetti ad altra copertura previdenziale obbligatoria, per quelli che non esercitano la professione e per quelli senza un rapporto di lavoro in atto, si preveda la non obbligatorietà dell’iscrizione all’Enpaf”.