Obbligo vaccinale, Grillo: “Va bene per il morbillo, per gli altri basta la raccomandazione”

Roma, 26 settembre – “Noi non siamo contro i vaccini” ma per “utilizzare lo strumento dell’obbligo in maniera intelligente, obbligando i cittadini laddove è necessario, sicuramente per il morbillo. In altre patologie è sufficiente la raccomandazione, come fanno altri Paesi, ad esempio per l’esavalente”.

Questo l’ennesima e almeno per ora ultima dichiarazine della ministra della Salute Giulia Grillo (nella foto),  rilasciata ieri nel corso di  un intervento alla trasmissione di La7  L’Aria che Tira.

Noi ci siamo opposti al decreto Lorenzin, non perché siamo contro ai vaccini” ha spiegato Grillo, cercando di marcare la distanza e le differenze da alcuni gruppi no vax anch’essi contrari al decreto Lorenzin, di cui sono state mostrate le immagini durante la trasmissione. “Su questo qualcuno ha fatto un po’ di confusione, ma siamo favorevoli ai vaccini”.
A parere del ministro l’obbligo vaccinale è però sufficiente solo per il morbillo, mentre “per altre patologie è sufficiente la raccomandazione, per esempio per l’esavalente. Su quegli altri vaccini, anche obbligatori prima del decreto Lorenzin ma ‘in forma leggera’ è possibile secondo noi è possibile tornare a un pre-Lorenzin. Mantenendo però alta l’attenzione sul morbillo, che è il vero problema di questo Paese”.

Nel corso della trasmissione, la mnistra si è tolta anche qualche sassolino dalla scarpa, intervenendo sulle indiscrezini della stampa che la davano in uscita (anche in ragione della sua maternità) in un possibile rimpasto di Governo: “Una classica fake news, qualche nemico me lo sono fatto in questi mesi. Anche le gestanti se li fanno” ha commentato ironicamente la titolare della salute, confermando che rimarrà al suo posto dopo la maternità. “Bello poter scegliere se continuare a lavorare” ha riconosciuto la ministra “non tutte le donne possono farlo ed è un privilegio. La donna deve poter essere messa nelle condizioni di poter stare accanto al proprio figlio”, ma anche di poter lavorare, se lo ritiene.

“Io spero di poter essere attiva come ministro anche dopo il parto, magari non nei giorni immediatamente successivi”, ma comunque in tempi ragionevolmente brevi.

Inevitabili (e immediate) le reazioni alla nuova sortita di Grillo. Una delle prime, affidata a una nota ufficiale, è stata quella di Nicola Zingaretti, presidente della Regione Lazio e candidato per ora unico alla segreteria Pd. “Nel Lazio manteniamo l’obbligo su tutte le vaccinazioni, prima di tutto vengono i bambini ed il diritto alla salute. Basta con le parole che disorientano le famiglie” ha detto il governatore laziale, censurando le ripetute correzioni di tiro della titolare del dicastero.

Prontissima anche la reazione del virologo Roberto Burioni, nemico pubblico n.1 della galassia no vax, che ha subito evidenziato come le ultime affermazioni della ministra (poco rileva se con intento consapevole o meno)  finiscono inevitabilmente per produrre due effetti molto pericolosi: il primo è quello di sminuire agli occhi dell’opinione pubblica – e in particolare delle famiglie – il valore del vaccino esavalente.  Il secondo effetto è quello di alimentare le crociate a base di fake news condotte sul web dai no vax, nel tentativo di far passare l’idea che le vaccinazioni obbligatorie altro non siano che un affare favore fatto alle case farmaceutiche per permettere loro di fare business. “Tutta questa confusione ha un effetto molto negativo sulle scelte dei genitori” scrive su Facebook Burioni,  Genitori ai quali, sottolinea il virologo, “il governo dovrebbe fornire elementi molto chiari sui quali basare delle decisioni consapevoli e responsabili”.

Ma le perplessità maggiori arrivano dalle Regioni, la voce di Zingaretti non è certamente isolata: “Già in precedenza alcuni vaccini erano  raccomandati e non c’era una grande soglia di copertura. Vuol dire  tornare indietro” ha detto infatti Antonio  Saitta, coordinatore della Commissione Salute della Conferenza delle Regioni, che attende di vedere tradotta in un atto l’ultimo orientamento annunciato dalla ministra. “Ne parleremo se e quando vedremo il testo” ha affermato l’assessore piemontese, ribabadendo il suo pensiero: “Credo che bisogna ancora seguire la strada dell’obbligo dei vaccini”.

“La nuova proposta lanciata dal ministro Grillo a proposito di vaccini è illogica, irragionevole e confusa” incalza  Luca Barberini, assessore alla Salute della Regione Umbria. ”Non ha alcun senso rendere obbligatorio solo il vaccino per il morbillo e non quello per l’esavalente, che tutela i  bambini da malattie gravi e non ancora debellate, come la  poliomielite. Noi siamo convinti che si debba proseguire con l’attuale assetto normativo, che in Umbria ha permesso di tornare a raggiungere  coperture vaccinali oltre la soglia di sicurezza del 95 per cento, con punte di quasi il 98 per cento proprio per l”esavalente”.
‘Tutta questa confusione generata dal governo sul fronte vaccini” conclude Barberini “condiziona in maniera negative le scelte dei  genitori, a discapito della salute dei bambini sui cui non si gioca e  non si specula. In Umbria non vogliamo tornare indietro  sull’obbligatorietà”.

“Ormai il ministro Grillo ha detto tutto e anche il contrario di tutto” attacca anche il presidente della Regine Toscana Enrico Rossi. “È inquietante, arrivano messaggi confusi e contraddittori. Mi sembra che siamo a un livello preoccupante di  gestione di tutta la materia”.
Ricordando che in Toscana è stato ribadito, con una legge recente,  che le  vaccinazioni sono obbligatorie,  Rossi riferisce che, grazie alla legge fatta precedentemente, nella Regione è stato fatto un grande recupero ed èstato anche applicato “un  sistema di registrazione telematica delle vaccinazioni per cui non c”è bisogno di carte e di certificati e le autorità scolastiche, avendo  accesso al registro regionale, possono vedere tranquillamente chi è
vaccinato e chi non lo è”.