Ok della Corte dei Conti, Lazio verso la fine del commissariamento

Roma, 25 luglio  – Potrebbe davvero essere la volta buona: c’è una data, ci sono i numeri, ci sono i bilanci a posto, e ora c’è anche il ‘bollino’ della Corte dei Conti. Il prossimo 30 luglio si riunirà il tavolo con i ministeri vigilanti e la Regione Lazio potrebbe finalmente uscire dal tunnel ormai decennale del commissariamento della sanità.

L’assessore Alessio D’Amato, riferisce un lancio dell’Ansa,  l’aveva annunciato tre giorni fa in Commissione regionale, ma il 23 luglio è arrivato sul tappeto una carta pesantissima, quella del presidente della sezione regionale di controllo della Corte dei Conti Roberto Benedetti. Che dopo aver passato al setaccio i bilanci 2018 della Regione, firmati dall’assessore Alessandra Sartore,  e dopo averli promossi con l’ok della ‘parifica’,  ha affermato di ritenere “che possano essere maturi i tempi per la chiusura del commissariamento: la Regione potrà ritornare, nel campo della sanità, finalmente a un regime di ordinarietà”.

“C’è il riconoscimento di un lavoro molto importante fatto in questi anni”  ha commentato soddisfatto il governatore Nicola Zingaretti (nella foto) “per la prima volta dopo 12 anni il bilancio della sanità del Lazio è in attivo”.

I magistrati contabili, che ai conti sanitari hanno dedicato una intera sezione della corposa relazione in udienza, parlano di “contenimento della tendenza espansiva dei costi” e di “riduzione rilevante del debito”, sceso dagli 8 miliardi e rotti del 2012 ai 3,5 dello scorso anno. Ma è sul consuntivo,
spiegava D’Amato, che si giocherà la partita del 30 luglio: nel 2018 non solo non c’è stato deficit ma sono rimasti pure in borsa quasi 25 milioni di euro, ed era da più di un decennio che non si vedeva in Regione un avanzo di cassa dalla sanità.

La Corte ha inoltre preso atto della crescita dei Lea, una sorta di indicatore della qualità dei servizi: il minimo richiesto è 160, il Lazio è a 180. Infine, la Regione commissariata ha rispettato il 79% degli adempimenti del Programma operativo 2016-18. Sono, secondo la Regione, ottime carte per una fine luglio a tappe serrate:il 22 luglio  l’audizione di D’Amato alla Pisana, il giorno successivo la parifica della Corte, il 30 il tavolo tecnico e il giorno
successivo il Consiglio straordinario sulla sanità, dove la notizia – se tutto andrà a buon fine – sarà formalmente comunicata all’Aula.

Dopo l’ok del governo,  anche se la Regione sarà fuori dal commissariamento, ci saranno probabilmente  ancora un paio d’anni di verifiche: “Ci sono ancora tante cose su cui lavorare” spiegava  del resto in Commissione D’Amato. Ad esempio il piano per le liste d’attesa, di cui già emergono i dettagli: “La richiesta di utilizzare le grandi apparecchiature per l’80% della loro capacità”  ha ricordato il forzista Pino Simeone, presidente della Commissione Sanità “e l’attivazione di ‘percorsi di tutela’ per i primi accessi o la gestione trasparente delle agende”. Tutte cose positive, per Simeone, ma “servono più coraggio e concretezza”.

Durissima invece la posizione espressa da Fratelli d’Italia:  “Zingaretti farebbe meglio a non vantarsi troppo di una eventuale uscita dal commissariamento” ha infatti affermato il capogruppo Fabrizio Ghera“Un’operazione sanguinosa. L’edificio della sanità laziale è stato smantellato, amputato, riducendo servizi e ridimensionando reparti”.