Prescrivere meglio, è polemica tra Fimmg e sottosegretario

Roma, 22 luglio – Dura replica della Fimmg, attraverso il suo segretario Silvestro Scotti, alle dichiarazioni del  sottosegretario alla Salute Armando Bartolazzi (nella foto), anch’egli medico, rese in occasione della presentazione del Rapporto Osmed sul consumo dei farmaci in Italia e relative alla necessità che i medici di famiglia “ottimizzino” le loro prescrizioni.

“Leggo e rileggo le dichiarazioni di Bartolazzi e, per quanto mi sforzi, non riesco proprio a comprendere il senso di ciò che dice” ha affermato Scotti in una durissima nota stampa, e ciò anche perchè – ad avviso del leader della Fimmg – quanto detto dal sottosegretario non è in linea con le intenzioni del Governo, “soprattutto dopo l’incontro con il ministro della Salute, Giulia Grillo, dove abbiamo chiaramente apprezzato l’azione del ministro che ha avviato un confronto per ottimizzare sì la medicina generale, ma fornendole personale e supporto per investimenti in diagnostica non certo una azione rieducativa professionale”.

“I medici di medicina generale” scrive ancora Scotti “ricevono ormai da anni dalle loro Aziende sanitarie report sulla attività prescrittiva individuale e di confronto con le medie aziendali, regionali e nazionali, a latere del fatto che i nostri gestionali hanno anche strumenti che possano creare attività di ricerca e studio in tal senso sempre più praticati dai medici nella loro attività e base del confronto formativo per una Società scientifica della Medicina generale per la valutazione dei bisogni di formazione. Vogliamo, pertanto, rassicurare il sottosegretario sul fatto che non c’è alcun bisogno di prodigarsi nella produzione di ulteriori informazioni” continua il segretario Fimmg “semmai bisognerebbe utilizzare le informazioni da noi prodotte per pesare i dati di Osmed non solo su confronti macro ma piuttosto su dati che si avvicinino alla tanto declamata personalizzazione delle cure che pertanto tiene conto anche di fattori socioeconomici e culturali delle popolazioni, fattori che differenziano l’impatto di malattie e conseguentemente delle terapie in aree con indici di deprivazione materiale e sociale colpevolmente diversi. Questo, a meno che non sia cambiato qualcosa e che magari ora con la locuzione ‘prescrizione appropriata’ non si debba intendere solo come ridurre la spesa prescindendo dal risultato“.

A Scotti e alla Fimmg, però, non è piaciuta neanche l’idea di creare un informatore farmaceutico pubblico, di Stato, per scongiurare il “bombardamento” ai danni dei medici di medicina generale da parte degli informatori delle case farmaceutiche. Il medico di medicina generale deve invece “essere indotto a fare prescrizioni corrette al costo minimo del Sistema sanitario nazionale” aveva sostenuto Bartolazzi “e per far questo c’è bisogno di un grosso cambiamento culturale”.

“Mi spiace che il sottosegretario sia rimasto traumatizzato dall’esperienza vissuta da studente e che ancora oggi sia tormentato dal ricordo di queste orde d’informatori sanitari” ha replicato ironizzando Scotti. “Oltretutto da studente universitario io ricordo che lo stesso succedeva nei reparti dell’Ospedale universitario, per promuovere i loro prodotti. Ciò nonostante, pur nel massimo rispetto di questo personale dramma, non ci sembra che a oggi i colleghi della Medicina generale si lascino influenzare finendo per fare scelte che possano andare contro gli interessi dei pazienti, e oltretutto non capirei perché questo riguarderebbe solo i medici di Medicina generale e non tutti i medici. Forse l’unica cosa da ‘ottimizzare’ sono questi ricordi di giovinezza e una migliore conoscenza di cosa sia oggi la Medicina generale»

Anche la proposta di introdurre dei fattori di incentivazioni per ottenere performance ottimali dal punto di vista finanziario e di corretta prescrizione, avanzata sempre da Bartolazzi, è stata  stroncata sul nascere:“I medici di medicina generale non hanno bisogno di incentivi per migliorare le proprie performance come prescrittori “ afferma al riguardo Scotti. “Questa visione è non solo svilente della professionalità di ciascun medico, ma anche deontologicamente scorretta e ci aspettiamo un intervento della Fnomceo che chiarisca al medico Bartolazzi che sta parlando di e ad altri medici. Fimmg tiene a sottolineare che tutti i medici di Medicina generale fanno le loro prescrizioni nell’interesse di salute del proprio paziente” conclude la nota “e che queste prescrizioni di certo non cambierebbero a fronte di incentivi economici o mobbing di informatori statalisti probabilmente scelti tra economisti interessati all’appropriatezza finanziaria e non interessati all’appropriatezza assistenziale“.

Alla dura sortita di Scotti è seguita un’immediata nota di precisazione di Bartolazzi che, in buona sostanza, afferma che l e cnslusioni del suo inervento in occasione della presentazione del Rapporto Osmed forse non sono state ben comprese, perchè, “lungi dal colpevolizzare l’operato di qual si voglia categoria medica”,  volevano  “ribadire semplicemente la necessità di ottimizzare sempre più le performance di tutti gli operatori del sistema per raggiungere l’obiettivo comune di mantenere un Ssn universalistico e sostenibile”.