Nuovo Patto per la salute, parte il confronto tra sindacati e Regioni

Roma, 7 marzo – Confronto a Roma, ieri, tra i sindacati confederali Cgil, Cisl e Uil e la Conferenza delle Regioni, rappresentata dal coordinatore della Commissione Salute, l’assessore piemontese Antonio Saitta (nella foto), sul nuovo Patto per la salute 2019-2021.

Le tre confederazioni, riferisce Rassegna sindacale, hanno ribadito che “il nuovo Patto per la salute deve avere come obiettivo centrale quello di ristabilire il rispetto del diritto alla salute e alle cure dei cittadini, messo in discussione da anni di tagli al Servizio sanitario nazionale”.

Un diritto, hanno precisato i sindacati, che “deve essere esigibile in tutto il territorio nazionale, come prevede la Costituzione, tramite l’accesso, in tempi rapidi e certi, a servizi e a prestazioni di qualità, stabiliti nei Lea (Livelli essenziali di assistenza). Ciò significa, in primo luogo, immediatamente e senza condizioni, assicurare un incremento significativo delle risorse a disposizione per il triennio 2019-2021, oltre a quanto già stanziato in legge di bilancio”. Un primo segnale in questa direzione, secodo i sindacati, potrebbe arrivare dall’abolizione del superticket.

Secondo i confederali, il confronto con la Conferenza delle Regioni sul nuovo patto per la salute “deve proseguire, in particolare, sulle innovazioni e sugli investimenti necessari a fronteggiare, in termini di prevenzione, continuità delle cure e riabilitazione, i crescenti bisogni legati ai cambiamenti demografici, epidemiologici e sociali (cronicità e non autosufficienza in specie). Sulle politiche per il personale, risorsa fondamentale del Ssn, va previsto uno specifico confronto con le sigle di categoria”.

Il confronto deve andare avanti anche “sull’attuazione del nuovo piano nazionale di governo delle liste di attesa e del nuovo sistema di monitoraggio e garanzia dei livelli essenziali di assistenza”. Infine, Cgil, Cisl, Uil auspicano che il confronto per il nuovo patto veda ministero della Salute e Conferenza delle Regioni impegnate ad assicurare la più ampia partecipazione delle forze sociali e sindacali, che rappresentano milioni di lavoratori e di pensionati.